Campobasso, per evitare il “Draghi rossoblu” siamo legati al miracolo della Madonna del Carmelo: ecco gli scenari per sfiduciare sindaca e consiglio comunale

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Quanto sta accadendo al Comune di Campobasso sta facendo nascere l’ esigenza di capire come dei consiglieri comunali possono mandare a casa sindaco e assessori.

La prima cosa è la dimissione contemporanea della maggioranza dei consiglieri comunali. Avviene spesso quando c’è anatra zoppa, ossia quando la maggioranza dei consiglieri non è la coalizione del sindaco eletto.

Ma avviene anche quando nel corso della legislatura comunale viene meno la maggioranza iniziale che ha sostenuto il primo cittadino.

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Nel caso di Campobasso con una consiliatura di 32 persone più la sindaca per andare al voto immediato dovrebbero dimettersi 17 consiglieri. Ad oggi oltre ai 5 esponenti della Civica ci vorrebbero altre 12 persone. Quattro sono facilmente rintracciabili in Fdi arrivando a 9 persone. Il decimo potrebbe essere Nicola Cefaratti ma mancano altri 7 nomi. Gli stessi che hanno “responsabilmente” votato il rendiconto per il bene della città.

Quindi la strada delle dimissioni di massa sembrerebbe impraticabile anche perché sarebbe strano che chi ha votato un documento di bilancio del centrosinistra poi si dimetterebbe.

La seconda strada è la mozione di sfiducia. Va presentata e firmata dai due quinti dell’intera assemblea e votata da 17 consiglieri ossia la maggioranza assoluta.

Per presentarla occorrono 13 firme. Cinque del Cantiere Civico e quattro di Fratelli d’Italia e siamo a 9. Per arrivare a 13 ci vogliono i voti di 4 responsabili che hanno scelto il 24 aprile di votare il rendiconto del centrosinistra. Quindi è difficilmente percorribile anche questa strada.

Cosa bisognerebbe fare quindi a Campobasso per evitare di essere governati da un “Draghi in salsa rossoblu”?

L’unica strada certa resta quella del ricorso al Tar presentato da De Benedittis contro la regolarità delle elezioni. Potrebbe essere ritirato ma, a meno che non esista un gattopardismo pauroso a Campobasso, potrebbe andare a segno e riportare i cittadini a esprimere di nuovo la propria volontà attraverso le urne.

Il ricorso si discuterà il 16 luglio. Ci penserà la Madonna del Carmelo a liberarci di questo mostro politico in cui è vero tutto e il contrario di tutto?

Manca poco per saperlo. Intanto speriamo di poter recuperare il senso della vera politica per il cittadino e non per la poltrona.