Veneziale Isernia, chiuse le sale operatorie: ecco perché

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Nel silenzio tombale, apprendiamo da fonti qualificate, che le sale operatorie di Isernia risultano chiuse.

Non è possibile effettuare interventi chirurgici programmati in regime di elezione. Si opera solo in urgenza.

Da quanto si apprende le cause di questa disposizione sarebbero ascritte all’ atavica carenza di anestesisti e soprattutto all’ assenza di una unità medica posta in ferie in un periodo assai delicato.

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Apprendiamo che da settembre risultano nell’organico del Veneziale ben 4 libero professionisti esterni ossia non dipendenti Asrem.

Le sale operatorie risulterebbero chiuse perché tali anestesisti libero professionisti, assoldati apparentemente per abbattere le liste di attesa, sarebbero in fase di rinnovo da parte di Asrem.

Ciò che appare paradossale è che l’esigenza di tali anestesisti libero professionisti sia nata per effetto di un regolamento Asrem che limita l’orario dell’ attività aggiuntiva (straordinario che viene svolto dal dipendente per esigenze di servizio che non si riescono a coprire per la carenza di personale).

Regolamento risultato disatteso dalle liquidazioni dell’ attività aggiuntiva ( non soltanto nel reparto di anestesia) relative al luglio 2024, sin dal primo mese del regolamento e probabilmente come accadrà fino alle competenze relative ai mesi più recenti.

Come previsto dal regolamento si sono messe in opera fin dalla sua applicazione le deroghe, rese quindi operative.

L’ esigenza in organico dei libero professionisti appare dunque paradossale. Non sarà che si sta seguendo quindi una linea di privatizzazione anche del Veneziale di Isernia, a partire da un reparto cruciale delle funzionalità ospedaliere come anestesia e rianimazione?