Trasporti, la testimonianza di un viaggiatore: arrivare da Campobasso a Roma in orario è un terno a lotto. Si rischia quotidianamente di perdere coincidenze con il Nord Italia

Il problema trasporti in Molise rischia di diventare una vera e propria piaga. Dove cittadini possono perdere facilmente coincidenze e soldi.
Può accadere in una qualsiasi giornata feriale. Da Campobasso, come tutti ormai sappiamo, non partono più treni alla stazione. Solo autobus sostitutivi che fermano a Isernia, dove bisogna effettuare un cambio per arrivare a Roma Termini.
Per questo accade che in molti, per arrivare comodamente a Roma optano per gli autobus Atm che portano a Tiburtina.
L’ultimo autobus mattutino parte dal piazzale Terminal di Campobasso e dovrebbe arrivare nella capitale alle 11.


Dovrebbe, ai giorni di oggi, è il termine adatto se si parla di questo tema. Perché a causa dei restringimenti di carreggiata a Vinchiaturo, con tanto di semafori, se si viene assistiti dalla buona sorte e da un verde, non si perde tempo.
Se invece si becca un rosso ecco scattare anche i primi dieci minuti di ritardo. Per non parlare del traffico che si può incontrare a Isernia, Venafro fino a San Vittore del Lazio dove si prende l’ A1.
E poi c’è il traffico della capitale. Ci segnala un viaggiatore della corsa del 25 giugno che l’autobus è arrivato alle 11.28 a Roma per parcheggiare nello spiazzo di Tiburtina alle 11.34.
“Non è un guaio- ci dichiara- se l’appuntamento che abbiamo nella Capitale è previsto nel pomeriggio. Ma se si viaggia in tempi stretti è la fine. Si rischia di perdere coincidenze importanti con le frecce rosse in viaggio verso il Nord Italia. Perdiamo il biglietto e rischiamo anche di non trovare posto sulla corsa successiva se non si ha il sangue freddo di chiedere immediatamente il cambio biglietto”.
Siamo andati personalmente sul sito di Trenitalia a verificare le ipotesi del viaggiatore. Come vi dimostriamo sulle schermate esiste un treno delle 11.20 che collega con Milano e Torino. Ce ne sono altri due che arrivano a Genova e Venezia Mestre.





In pratica tutta l’Italia del nord. Le soluzioni successive sono tutte dopo un’ora ma esiste la seria possibilità di non riuscire a trovare posto in maniera tempestiva. O non lo stesso a cui si aspirava.
La soluzione è sempre l’ asino? Non lo vogliamo credere. Per questo facciamo da questa testata un duplice appello
1) non rimandare più la soluzione dell’ elettrificazione della rete ferroviaria. Già il 2028 è una data inaccettabile. Andare oltre significa che Campobasso ha perso per sempre il suo ruolo di capoluogo di regione.
2) terminare nel più breve tempo possibile i lavori sulla statale all’ altezza di Vinchiaturo. Non è accettabile che si perda tempo ulteriore. Non dobbiamo essere cittadini di serie B.


