Tragedia di Pietracatella, tra gli interrogati delle ultime ore anche padre e fratello di Antonella Di Ielsi

Proprio due giorni fa la procuratrice di Larino Elvira Antonelli aveva chiesto cautela nei racconti dell’inchiesta soprattutto per tutelare la figura della figlia Alice.
Intanto nella giornata di ieri le indagini hanno subito una nuova accelerazione.
Obiettivo fare luce sulla morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, decedute subito dopo Natale all’ospedale Cardarelli di Campobasso dopo essersi sentite male nella loro casa di Pietracatella. In queste ore in questura a Campobasso è un via vai di parenti e conoscenti delle due vittime che vengono sentiti dalla Squadra Mobile guidata da Marco Graziano. Sono almeno una decina le persone già interrogate in questa nuova fase investigativa che si è aperta dopo la scoperta di ricina nel sangue delle due donne. Il fascicolo aperto in procura a Larino con l’ipotesi di reato di duplice omicidio premeditato resta al momento contro ignoti.
Tra le persone che sono state ascoltate anche il padre e il fratello di Antonella Di Ielsi e quindi il nonno e lo zio materno di Sara De Vita.
In attesa delle nuove perquisizioni nell’abitazione, che dovrebbero arrivare dopo Pasqua, si pensa che la verità su queste morti potrebbe giungere anche prima del previsto.
La parola definitiva la diranno le autopsie, i cui risultati sarebbero dovuti arrivare entro la fine di marzo, ma che arriveranno ora entro il termine massimo del 30 aprile.
Si attendono anche le ulteriori analisi sul sangue di Gianni De Vita, marito e padre delle due vittime. Finora non erano state rinvenute tracce del veleno letale.
Resta aperta anche la pista dei doni di Natale avvelenati.


