Termoli in protesta contro la chiusura di emodinamica, verso l’unità di intenti? Lo sapremo lunedì

La sanità è un diritto, negarla è un delitto. Tutti lo usiamo, tutti lo difendiamo.
No allo smantellamento della sanità pubblica regionale.
Sono questi i contenuti degli striscioni che nel pomeriggio di ieri sono stati esposti davanti all’ospedale San Timoteo di Termoli.
Il nuovo Pos 2026-28 per questo nosocomio, allo scopo di ottenere la tranche di 45 milioni di euro per salvare la sanità, ha previsto la soppressione del reparto di emodinamica.


Marcella Stumpo di Termoli Bene Comune- Rete della Sinistra ha inteso organizzare una manifestazione pubblica, alla quale hanno aderito un centinaio di persone, con l’appoggio dell’Usb Abruzzo e Molise, della Cgil e di qualche esponente del Pd.
Ma tra i manifestanti spicca anche Nicola Felice. In passato è stato il leader del Comitato San Timoteo di Termoli e si era distinto per le battaglie comuni insieme a chi lottava per la sanità pubblica di altri ospedali.
Poi la sua candidatura al Comune di Termoli con la lista in appoggio di Nico Balice Diritti e Libertà. Insomma con un centrodestra che finora nulla ha detto contro il Pos. Con una filiera istituzionale Balice- Roberti- Meloni.
Riuscirà il centrodestra termolese lunedì, nel consiglio comunale monotematico, a unirsi a Roberti, a Castrataro e alla conferenza dei sindaci e fare anche lui il ricorso al Tar contro il Pos. Ricorso tardivo ma comunque un modo di dire no alla politica dei commissari. In tal caso la presenza di Felice potrebbe significare unità di intenti. Tardi? Sicuramente.


