Tecla Boccardo“Il Commissario litiga, la sanità tracolla!”

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Di Tecla Boccardo

“I mancati pagamenti alle strutture private e il braccio di ferro sui contratti con i privati sta mettendo a rischio centinaia di posti di lavoro e l’assistenza sanitaria ai malati.”

C’è un salto indietro preoccupante della sanità per colpa delle scelte fatte in questi anni, aggravate dall’attuale struttura commissariale, a partire dal mancato potenziamento della medicina territoriale. Purtroppo constatiamo che nulla è stato fatto per rafforzare la funzione elevatissima e strategica dei medici di medicina generale, degli infermieri e dei diversi professionisti del mondo sanitario, compresi quelli del Servizio 118. Così come nulla è stato fatto per la riduzione delle liste d’attesa, nonostante i finanziamenti ricevuti. Anzi le misure adottate vanno nel senso opposto!

Di fatto non viene garantita l’assistenza e per curarsi in regione o si pagano costose prestazioni private o si va fuori regione, con il conseguente aumento della mobilità passiva, da oggi aggravata dal blocco incomprensibile delle strutture private che fanno mobilità attiva. Così facendo si complica il contesto e si limita di fatto l’accesso alle terapie salvavita, come sta accadendo per la radioterapia del Gemelli, fiore all’occhiello per il Molise, oltre che speranza per i malati oncologici ai quali va la nostra totale solidarietà e per i quali continueremo a batterci ad ogni livello.

Poi c’è un tema meno esplicito, ma altrettanto rilevante, che è quello di come la regione paradossalmente non utilizzi le grandi opportunità messe a disposizione dal PNRR e dai Fondi europei anche per rinforzare il sistema socio sanitario.

Oggi, mentre continua una battaglia sulla nostra pelle, per chissà quali fini, tra Commissario e privati accreditati, noi vediamo morire il nostro sistema sanitario, pubblico e accreditato. E con esso, a caduta, comincia ad aleggiare anche lo spettro dei licenziamenti nelle strutture private che lamentano crediti da anni.

Insomma, conclude Boccardo, invece di ricostruire la nostra sanità con fondi e progettualità, si sta facendo l’esatto contrario!”