Tajani e il patriarcato, Panico (Pd) : le donne non si misurano dalla lunghezza delle gonne

Le parole di Antonio Tajani NON sono una battuta infelice. Sono l’espressione di un modello culturale vecchio e profondamente patriarcale.
Secondo il vicepresidente del Consiglio, una donna “meno appariscente” sarebbe più seria, più affidabile e più adatta a diventare una “brava madre di famiglia”. Come se il carattere di una donna si potesse giudicare dall’abbigliamento, dall’aspetto fisico o dalle sue precedenti relazioni. Come se il suo valore dipendesse ancora dalla capacità di corrispondere alle aspettative di un uomo.
È un messaggio grave, soprattutto perché pronunciato da chi ricopre uno dei più importanti incarichi istituzionali del Paese.
Le donne non si dividono tra quelle da sposare e quelle di cui diffidare. Non devono essere valutate, classificate o selezionate in base alla lunghezza della gonna. Sono persone libere, con intelligenza, desideri, ambizioni e pieno diritto di scegliere chi essere.
Da un vicepresidente del Consiglio ci aspettiamo parole capaci di contrastare gli stereotipi, non di legittimarli. Perché il sessismo non diventa meno pericoloso quando viene mascherato da consiglio paterno o da metafora elettorale.
Presidente Tajani, il problema non sono le donne appariscenti.
Il problema è una politica che continua a guardarle con gli occhi del secolo scorso.
Noi continueremo a lavorare per un Paese nel quale nessuna donna debba vestirsi, comportarsi o vivere secondo il giudizio degli uomini per essere considerata rispettabile.
La libertà delle donne non si misura in centimetri di stoffa. E non è negoziabile.
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