Sul tubone, Pd e M5S a rimorchio di Costruire Democrazia: Romano diffida, Roberti esegue (e Pd e M5S rincorrono)

Scritto da
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Questa storia merita di essere raccontata, perché altrimenti il giornalismo si limita a fare da cassa di risonanza delle “veline” di partito, senza senso critico e occultando le dinamiche reali di ciò che avviene dentro il Palazzo.
Il tema è decisivo: l’acqua del Molise e il rischio svendita alla Puglia.
La cronologia è fondamentale per capire i reali rapporti di forza.
L’8 settembre Sabusco annuncia l’imminente firma dell accordo di programma tra Roberti e De Caro su sollecitazione di Ciciliano, commissario governativo per la crisi idrica.
Il giorno dopo, 9 settembre, Massimo Romano, leader di Costruire Democrazia, diffida Roberti ad astenersi dalla firma: prima leggiamo gli atti e li rendiamo pubblici in Consiglio, poi si vede.
Passa qualche giorno e nella conferenza dei capigruppo di martedì 15 settembre il presidente Pallante rende pubblica la notizia: Roberti ha condiviso la sollecitazione di Romano e ha preannunciato di trasmettere gli atti al consiglio.
L’indomani Roberti trasmette effettivamente gli atti ai consiglieri.
Conseguentemente, Di Lucente, presidente di III commissione, convoca la commissione per il giorno 24.
Partita chiusa, Romano diffida, Roberti esegue e gli atti finalmente arrivano in Consiglio….
E invece no: a partita finita, e a scoppio ritardato, arriva puntuale (cioè dopo 10 giorni….) il comunicato del Pd che chiede di discuterne in Consiglio… sì, dopo che era già stato deciso.
Bene, bravi, bis