Stellantis. Lodi-D’Alessio (Fiom): la decisione sullo smart working penalizzerà i lavoratori. Su Termoli avviare un confronto sulle prospettive

“Si è tenuto oggi un incontro, da remoto, fra Stellantis e le organizzazioni sindacali dove si è discusso di smart working e della comunicazione di ACC rispetto alla decisione di abbandonare definitivamente il progetto della gigafactory a Termoli. In tema di smart working, l’azienda ha comunicato la volontà di prevedere il lavoro in presenza 3 giorni su 5 alla settimana nel 2026 e 5 giorni su 5 in presenza nel 2027. Come Fiom-Cgil crediamo che la scelta di rinunciare allo smart working, sia una scelta sbagliata visto che in molti casi rappresenta un elemento attrattivo soprattutto rispetto alle nuove generazioni di lavoratrici e lavoratori. Inoltre, è necessario tenere conto delle esigenze di chi in questi anni ha organizzato la propria vita sulla base delle attuale organizzazione aziendale. Riguardo alla questione della gigafactory a Termoli, oggi è prioritario trovare una soluzione per i 34 dipendenti attualmente allocati in Francia e dipendenti di ACC. Stellantis si è resa disponibile, sulla base dei profili professionali di ciascun lavoratore, a trovare soluzioni utili alla ricollocazione. Abbiamo chiesto di avviare un confronto sulle prospettive per il sito di Termoli e per il 6 marzo è già stato calendarizzato un incontro, allargato alle strutture territoriali, dove si discuterà delle prospettive per il sito. Occorre anticipare il lancio dei progetti già annunciati, come il GSE adeguato agli standard Euro 7 e l’arrivo di nuovi cambi per motori ibridi EDCT. Come abbiamo già ribadito, la decisione di abbandonare il progetto della gigafactory a Termoli, da parte del consorzio ACC – di cui Stellantis è maggiore azionista — sia un errore strategico, che rischia di aumentare ulteriormente il ritardo tecnologico nei confronti dei competitor, soprattutto asiatici. E’ necessario che il Governo affronti la situazione in maniera seria e trasparente convocando immediatamente un tavolo a Palazzo Chigi per discutere del futuro dell’auto nel nostro Paese, partendo proprio dalla scelta di abbandonare l’unico progetto che poteva garantire all’Italia la produzione di batterie e ridurre la dipendenza dai produttori esteri”.
Lo dichiarano in una nota congiunta Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità e Oro D’Alessio, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil


