Stefania Passarelli, ci è o ci fa?

Redazione Futuro Molise
In un mondo in cui la situazione politica e sociale sembra più una soap opera che un telegiornale, Stefania Passarelli si è guadagnata il suo posto al sole (e non parliamo delle inserzioni a pagamento sul Sole 24 Ore) con le sue dichiarazioni che, a quanto pare, dovrebbero far breccia nell’opinione pubblica. Ma davvero crede che le sue parole abbiano un impatto? O stiamo assistendo a un’ennesima diatriba degna del miglior copione drammatico?
La questione degli esposti è diventata il suo cavallo di battaglia. Ah, gli esposti! Quei documenti che di solito vengono firmati con tanto di nome e cognome, quasi come se fosse una forma di responsabilità. Ma nel caso della Passarelli, sembra che la curiosità nasca dall’assunzione del figlio. Una chiamata diretta, senza gara né concorso pubblico, e a tempo indeterminato. Un’operazione impeccabile per chi ha sempre avuto gli agganci giusti, ma non proprio il massimo della trasparenza. D’altronde, se tutto fosse conforme alle disposizioni legislative, il CONSORZIO DI BONIFICA si troverebbe sicuramente a scrivere un capitolo di giurisprudenza su come non gestire le carriere politiche.
Ma torniamo alla nostra cara Stefania: basterebbe un po’ di autocritica per capire che le sue dichiarazioni, come i buoni propositi di inizio anno, non hanno mai la stessa presa. E mentre lei continua a pontificare sulla legalità e sull’etica pubblica, ci viene da chiederci se abbia realmente capito l’importanza della chiarezza. Forse le sue convinzioni si basano su un voto “telecomandato”, un po’ come se l’opinione pubblica fosse un telecomando e lei il canale da cambiare a piacimento.
E sì, dimenticavamo un dettaglio fondamentale: le inserzioni sul Sole 24 Ore, quelle tanto sbandierate, sono a pagamento. Quindi, la Passarelli non solo parla, ma investe anche, state certi che fa tutto in grande stile! Che sia un tentativo di farsi perdonare dal pubblico? Magari vuole semplicemente ricordarci chi comanda veramente nel CONSORZIO DI BONIFICA.
In ogni caso, l’auspicio è che la magistratura civile, erariale e penale faccia il suo corso al più presto. Se non altro, per tornare a quello che è il vero tema: la trasparenza e la correttezza nelle assunzioni pubbliche. E magari anche un po’ di ironia nella prossima serie politica.


