Sport e tv, nonostante le vittorie e i buoni risultati le nazionali “minori” non conquistano RAI 1. Che continua a trasmettere le sconfitte del “calcio che conta”

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Esistono sport di serie A e B? Certo che sì. E anche di serie C se riguardano le donne. La scala degli ordini televisivi è questa: RAI 1 se si tratta della nazionale maschile di calcio. Reti minori tra cui anche RAI 2 se si parla di trasmettere le gesta dei maschi del volley e del Tennis o anche del ciclismo.

La finale di Wimbledon che ha incoronato Sinner re dell’erba inglese è finita addirittura su TV 8. Se si tratta di donna peggio mi sento: le partite della nazionale under 20 femminile sono state trasmesse su Raisport, il canale dedicato della RAI. Ma chi non è attentissimo nemmeno sa che questa nazionale di calcio ha raggiunto il quarto posto ai mondiali uscendo sconfitta ai rigori con la Colombia.

Una gerarchia che è fastidiosa comunque. Tutti gli atleti dovrebbero avere pari opportunità di visibilità televisiva. Ma in pochi ne parlano. Ma è lo è ancora di più considerati i risultati della nazionale maggiore di calcio. Che venerdì scorso alla national league è uscita sconfitta in casa per 2 a 0 dal Belgio. Certo per Roberto Mancini, che dopo un europeo vinto aveva lasciato la nazionale per andare ad allenare fuori Italia, questo è il rientro e magari non ci si poteva aspettare una vittoria stellare. Ma ricominciare il ciclo dopo il terzo mondiale non giocato, con una sconfitta, non è certo il fatto che avvicina gli italiani alla nazionale di calcio.

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Seguita da 6.337.000 pari al 34,7% di share. Sembrerebbe un successo, ma se si considerano i numeri della finale 2006 che vide la nazionale vincere il quarto mondiale quando ci fu un seguito di 28 milioni di telespettatori, quelli di oggi sono pochissimi. Mentre il volley e il calcio femminile, relegati su Rai 2 e Raisport, faticano a raggiungere il milione di telespettatori. Insomma nonostante le sconfitte e la scarsa consistenza del gioco della nazionale maschile, gli ascolti pilotati dalla RAI premiano i calciatori maschi.

Cosa succederebbe se anche gli altri sport, dove l’Italia vince o si classifica bene, venissero trasmessi su RAI 1? Ad oggi non è dato saperlo. Ma una nazionale che vince fa innamorare di se. Agli “altri sport” verrebbe data maggiore visibilità e più telespettatori. E la nazionale maschile di calcio, che perde partite su partite, rischierebbe l’oblio che merita. Ma il sistema televisivo e sportivo non vuole tutto questo. Troppi interessi economici girano intorno all’ 11 azzurro. Almeno fino a quando nel 2030 si fallirà il quarto ingresso consecutivo ai mondiali, e volley, basket e calcio femminile ci renderanno orgogliosi di essere italiani.