Solo il 34% dei fondi Pnrr destinati alla salute sono stati spesi.

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Di Michele Giambarba

Il dato che emerge, a nove mesi dalla scadenza del Pnrr, è che la “Missione Salute” rischia di rimanere inattuata.
Ad oggi, infatti, è stato completato solo 1/3 dei progetti ed è stato speso solo il 34,4% dei fondi disponibili (6,6 miliardi di euro).
Questa situazione vergognosa è un altro segnale evidente dell’interesse del governo Meloni a incentivare il mercato privato della salute.
Il monitoraggio sull’attuazione degli investimenti della Missione 6 del Pnrr, effettuato dalla CGIL – dati aggiornati al 30 giugno 2025 – ha evidenziato i ritardi accumulati, e, in particolare, prende in esame i progetti di edilizia sanitaria.
E’ preoccupante, se non drammaticamente incerta, la situazione in merito alla realizzazione delle Case e degli Ospedali di Comunità, strategici per l’attuazione della riforma dell’assistenza territoriale.
Per quanto riguarda le Case di Comunità, è stato speso solo il 17% dei 2,8 miliardi di euro di finanziamenti. A marzo la percentuale era al 12,4%: di questo passo serviranno cinque anni per terminare le opere. Solo il 3,5% dei progetti finanziati è stato completato.
Quanto agli Ospedali di Comunità, a giugno 2025 solo il 3,3% dei progetti finanziati era stato completato (14 strutture sulle 428 totali previste), con una spesa di appena il 15,1% dei fondi disponibili. Anche in questo caso, con questo ritmo occorreranno ancora sei anni per terminare il tutto.
Altro punto dolente resta il nodo “personale”.
Per il corretto funzionamento di queste strutture, ricorda la CGIL, occorrerebbe assumere almeno 35mila unità tra infermieri, operatori sociosanitari, assistenti sociali e altre figure professionali, medici esclusi, ma ad oggi non risulta nessuna interlocuzione tra i Ministri della Salute e dell’Economia in merito alla garanzia delle coperture economiche necessarie”.
Secondo il governo Meloni ed alcune Regioni, l’attuazione del Pnrr andrebbe a gonfie vele, ma i numeri, purtroppo per loro, lo smentiscono clamorosamente.
È sempre più forte il rischio che gli investimenti previsti nella Missione 6 vengano restituiti al mittente e vengano dirottati verso altri obiettivi, magari a favore dell’industria bellica.
Noi di COSTITUENTE COMUNISTA siamo sempre più convinti che solo con una riforma seria dell’assistenza territoriale e il mantenimento e l’apertura di una rete di strutture pubbliche si possa dare risposte alle persone, implementare la prevenzione, aggredire anche l’annoso (e odioso) problema delle liste d’attesa, evitare i ricoveri inappropriati e le lunghe attese nei pronto soccorso, garantendo la presa in carico.
Chi, nei fatti, boicotta la riforma dimostra la volontà di privatizzare, negando la risposta ai bisogni di salute ed impoverendo stipendi e pensioni.
Siamo di fronte all’ultima chiamata per evitare il fallimento di un’occasione irripetibile.
COSTITUENTE COMUNISTA, quindi, si appella per una mobilitazione per difendere e rilanciare il SSN e garantire il diritto alla salute.