Servizio pulizie alla Camera di Commercio: lavoratrici costrette a rifare il colloquio di assunzione. Orario di lavoro ridotto, la denuncia di Cobas: clausola sociale aggirata

Alla Camera di Commercio del Molise lavoratrici costrette a “ricandidarsi” e a subire la riduzione delle ore. COBAS Pubblico Impiego denuncia pubblicamente quanto sta accadendo nel cambio di gestione del servizio di pulizie presso la sede della Camera di Commercio del Molise.
Dal 1° marzo 2026 il servizio risulta affidato alla società in house TecnoserviceCamere S.c.p.A., subentrante alla precedente gestione ISSAN S.r.l..
Invece di garantire la continuità occupazionale prevista dal contratto collettivo, le lavoratrici storicamente impiegate sul servizio – con contratto part-time di 12 ore settimanali e anni di anzianità maturata – sono state invitate a registrarsi su un portale aziendale come se dovessero partecipare a una nuova selezione.
Contestualmente, sarebbe stata prospettata una riduzione dell’orario di lavoro da 12 a 8 ore settimanali. L’art. 4 del CCNL Multiservizi disciplina espressamente il cambio appalto nei servizi di pulizia e prevede la cosiddetta clausola sociale, strumento di tutela che impone il riassorbimento del personale già impiegato, con mantenimento del monte ore, dell’inquadramento, dell’anzianità e del trattamento economico-normativo maturato.
Nel caso in esame:
il servizio non risulta cessato; la sede è la medesima;
l’attività è identica; le lavoratrici operano da anni sullo stesso appalto.
In tali condizioni, trasformare un diritto alla continuità occupazionale in una “candidatura” appare un grave arretramento delle tutele.
COBAS P.I. ha già inviato formale diffida.
Non avendo ottenuto riscontro, ha incaricato il proprio avv. Antonio ZECCA che, in data 23 febbraio 2026, ha contestato formalmente la procedura e richiesto alla Camera di Commercio del
Molise l’accesso agli atti relativi all’affidamento e ad eventuali modifiche del servizio.
Ad oggi, nessuna risposta DALLA Camera di Commercio del Molise, né dal Presidente dell’Ente, contattato anche direttamente.
Il silenzio istituzionale su una vicenda che riguarda lavoratrici part-time, con redditi già ridotti, è un segnale estremamente preoccupante.
La clausola sociale non è una formalità burocratica: è un presidio di legalità e di tutela del lavoro.
Non permetteremo che un cambio gestione diventi il pretesto per comprimere diritti acquisiti, ridurre ore di lavoro o trasformare una continuità occupazionale garantita dal contratto in una selezione discrezionale.
COBAS Pubblico Impiego continuerà a vigilare e ad agire in ogni sede, perché il rispetto delle regole negli appalti pubblici non è un favore alle lavoratrici, ma un obbligo giuridico e morale verso la collettività.


