Serie C, Girone B: Sei giornate a Mangia, il Campobasso non ci sta: ora il ricorso. Oggi la sfida al Grosseto

Scritto da
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

di Luca Tronca

Il calendario non concede pause al Campobasso. Dopo il successo conquistato contro il Vado per 0-1, i rossoblù sono chiamati subito al secondo appuntamento consecutivo lontano dal “Molinari”: oggi alle ore 18:30, allo stadio “Zecchini”, i Lupi affronteranno il Grosseto, inaugurando così il primo turno infrasettimanale della stagione.
Una trasferta che presenta diverse insidie, a cominciare dal rendimento della formazione toscana. Il Grosseto, è tornato quest’anno nel calcio professionistico e dopo la promozione, non ha ancora conosciuto la sconfitta nelle prime quattro giornate, escludendo la gara persa nei sedicesimi di coppa per 1-4 contro il Latina. Il bilancio parla di due successi e altrettanti pareggi, con un rendimento distribuito in maniera identica tra impegni casalinghi ed esterni. Gli otto punti raccolti permettono ai biancorossi di occupare il secondo posto della graduatoria, a pari merito con corazzate come Reggiana e Ravenna. A guidare la classifica del campionato c’è invece lo Spezia. Dunque, il Campobasso dovrà approcciare la gara con la massima attenzione, considerata la difficoltà della sfida anche a causa dei tantissimi chilometri che tutto il gruppo squadra deve percorrere nuovamente nel giro di pochi giorni.
Per il Grosseto, l’obiettivo dichiarato alla vigilia era innanzitutto quello di conquistare la permanenza in Serie C, ma l’avvio di stagione ha immediatamente alzato il livello di entusiasmo intorno alla squadra. Il campionato è lungo e può accadere di tutto ma sicuramente ora nelle idee del Grosseto c’è la volontà di fare anche qualcosa in più della salvezza.
Per il Campobasso, invece, la principale difficoltà sarà quella legata alla gestione delle energie, dato che alcuni giocatori arrivati da poco devono ancora ambientarsi nel contesto rossoblù. Quella dello “Zecchini” però sarà la seconda gara disputata nel giro di pochi giorni e mister Mangia sarà chiamato inevitabilmente a dosare le forze, ricorrendo alle rotazioni dove possibile nel suo 4-3-1-2. Le maggiori attenzioni riguardano ancora una volta il reparto arretrato, dove le alternative non sono particolarmente numerose.
La certezza è l’assenza di Papini, fermato dalla squalifica. Restano invece da verificare le condizioni di Celesia, uscito dal campo dopo il fortuito colpo alla testa rimediato contro il Vado. Le indicazioni sul suo recupero sono comunque incoraggianti e lasciano aperta la possibilità di un suo impiego. In caso contrario, Mangia potrebbe riproporre una soluzione già sperimentata nella ripresa della gara di Sestri Levante, adattando Capoferri come centrale di difesa. Sicuro di un posto nella retroguardia invece Corbo, il quale ha fornito buone risposte al suo ingresso contro il Vado.
Qualche cambiamento potrebbe essere apportato anche in mezzo al campo, con Maisto che nel secondo tempo potrebbe fare l’esordio con i rossoblù. In avanti, invece, l’idea è quella di confermare Stoppa sulla trequarti dietro alla coppia d’attacco formata da Bifulco e Prado.
Il punto di partenza resta comunque la prestazione offerta a Sestri Levante, anche se c’è comunque ancora da migliorare su alcuni aspetti che richiedono tempo, come dichiarato da Mangia. Il successo ottenuto contro il Vado ha permesso al Campobasso di lasciarsi immediatamente alle spalle la sconfitta interna con il Gubbio e di ritrovare fiducia. Tra i momenti più significativi della trasferta ligure c’è sicuramente il rigore neutralizzato da Spurio, un episodio che ha acceso la squadra e fatto esplodere di entusiasmo la tifoseria, contribuendo a dare ulteriore slancio all’ambiente rossoblù.
Adesso, però, occorre trasformare quella reazione in continuità proprio nella trasferta di mercoledì sera contro una squadra ancora imbattuta.

Inoltre c’è da segnalare che nella giornata di lunedì c’è stata una stangata ingiusta, che ha lasciato senza parole tutto l’ambiente rossoblù, per il tecnico del Campobasso, Devis Mangia, cui sono state inflitte sei giornate di squalifica dopo l’espulsione rimediata nella gara a Sestri Levante con il Vado. Il Giudice Sportivo ha così motivato il provvedimento nei confronti dell’allenatore rossoblù: «Per avere, al 31° minuto del secondo tempo, tenuto una condotta gravemente irriguardosa che si è concretizzata in un contatto fisico e ingiuriosa nei confronti del IV Ufficiale e per aver pronunciato ripetute espressioni blasfeme, in quanto: A) al fine di fargli interrompere il gioco per un giocatore rimasto a terra, si alzava dalla panchina correndogli incontro, lo prendeva per un braccio strattonandolo ripetutamente e proferendo nei suoi confronti parole irriguardose per contestarne l’operato e pronunciando ripetute espressioni blasfeme; B) per aver reiterato il predetto comportamento in quanto, dopo l’interruzione del gioco, alla richiesta di sedersi in panchina, proferiva ulteriori parole irrispettose nei suoi confronti e un’ulteriore espressione blasfema; C) alla notifica del provvedimento di espulsione gli si avvicinava con atteggiamento aggressivo puntandogli un dito contro e proferendo parole minacciose nei suoi confronti. Valutate la gravità della condotta posta in essere e le modalità complessive della condotta ai sensi dell’art. 13, comma 2, C.G.S., considerata la sanzione determinata nella misura minima di otto giornate quando si verifica un contatto fisico nei confronti degli ufficiali di gara, ritenuta la continuazione, misura e irrogazione della sanzione in applicazione degli artt. 4, 36, comma 1, lett. b), 37 e 39 C.G.S. e applicati i principi enunciati nella decisione 0102/CSA 2021-2022. (r. IV Ufficiale, r. proc. fed.)».
Provvedimento pesante anche per il dirigente, Giacomo Reale, cui è stata inflitta l’«inibizione a svolgere ogni attività in seno alla Figc, a ricoprire cariche federali ed a rappresentare la società nell’ambito federale a tutto il 15 dicembre 2026 per avere, al 31° minuto del secondo tempo, tenuto una condotta gravemente irriguardosa che si è concretizzata in un contatto fisico e ingiuriosa nei confronti del IV Ufficiale in quanto: A) si alzava dalla panchina e spintonandolo proferiva parole irriguardose nei suoi confronti per contestarne l’operato; B) nella predetta circostanza proferiva altresì un’espressione blasfema. Valutate la gravità della condotta posta in essere e le modalità complessive della condotta ai sensi dell’art. 13, comma 2, C.G.S., considerata la sanzione determinata nella misura minima di quattro mesi quando si verifica un contatto fisico nei confronti degli ufficiali di gara, ritenuta la continuazione, misura e irrogazione della sanzione in applicazione degli artt. 4, 36, comma 2, lett. b), 37 e 39 C.G.S. e applicati i principi enunciati nella decisione 0102/CSA 2021-2022. (r. IV Ufficiale)».

Pubblicità

Intanto è arrivata immediatamente, sempre nella giornata di lunedì, la risposta di Mangia in conferenza stampa per chiarire i fatti e la nota della società rossoblù: «Il Campobasso FC esprime forte amarezza per i provvedimenti adottati dal Giudice Sportivo a seguito della gara Vado-Campobasso nei confronti dell’allenatore Devis Mangia, squalificato per sei gare effettive, e del team manager Giacomo Reale, inibito fino al 15 dicembre 2026.
Nel pieno rispetto degli organi di giustizia sportiva, la Società ritiene che la ricostruzione contenuta nei provvedimenti non restituisca compiutamente il contesto e la reale gravità di quanto stava accadendo sul terreno di gioco. Nella motivazione relativa a mister Mangia si fa riferimento alla richiesta di interrompere il gioco «per un giocatore rimasto a terra». Quel giocatore era Cristian Celesia, colpito alla testa durante un’azione, privo di conoscenza e inerme sul terreno. Il Campobasso FC sta già predisponendo le iniziative previste dall’ordinamento sportivo affinché l’intera vicenda possa essere riesaminata nelle sedi competenti alla luce di tutti gli elementi che hanno caratterizzato l’accaduto. La Società agirà nel rispetto delle istituzioni sportive, ma con la necessaria fermezza per tutelare i propri tesserati e ristabilire una ricostruzione completa dei fatti».

Dunque, con ogni probabilità, si farà ricorso. Una decisione che appare comprensibile e giusta alla luce di quanto accaduto la scorsa settimana, in una partita nella quale, al di là degli errori tecnici grossolani commessi dalla terna arbitrale, che ci possono anche stare, è emersa una gestione a livello umano che ha sollevato numerose perplessità. Una terna che, per gli errori visti in campo e per le difficoltà riscontrate nell’utilizzo del FVS, apparso funzionante in alcuni momenti della gara e non operativo in altri, ha mostrato evidenti limiti rispetto agli standard richiesti a livello professionistico.
Ma ciò che ha fatto maggiormente discutere è stato soprattutto un atteggiamento di insensibilità che, a prescindere dalle valutazioni arbitrali, dovrebbe far riflettere anche i vertici a livello nazionale. Quanto accaduto in campo avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi e, proprio per questo, l’episodio merita di essere analizzato sotto ogni aspetto.
Un aspetto molto grave è che nel referto arbitrale non sarebbe stata riportata in maniera completa la verità dei fatti. La reazione di Mangia, forse anche eccessiva nei modi, sarebbe infatti maturata in un momento di particolare concitazione e soprattutto di forte preoccupazione per le condizioni di un proprio giocatore. Non si trattava semplicemente di un episodio di gioco: un essere umano, era rimasto a terra privo di sensi.
In quel momento, il tecnico del Campobasso avrebbe provato a richiamare l’attenzione del quarto uomo, Cosimo Papi della sezione di Prato, senza però ricevere, secondo la sua ricostruzione in conferenza, la risposta che ci si sarebbe aspettati in una situazione del genere. Il quarto ufficiale, infatti, avrebbe fatto finta di niente, spiegando al tecnico di dover seguire l’arbitro e l’azione di gioco. Nel frattempo, però, Celesia si trovava a terra, privo di conoscenza, nell’altra area di rigore.
Per fortuna, il ragazzo sta bene e questo è certamente l’aspetto più importante. Resta però la gravità di quanto accaduto e, soprattutto, la necessità che un episodio simile faccia riflettere tutti, indipendentemente dagli errori commessi durante la partita. Il comportamento della terna arbitrale è apparso infatti scandaloso per la gestione di una situazione che avrebbe richiesto tutt’altra sensibilità e attenzione.
A rendere la vicenda ancora più delicata è stata poi la ricostruzione contenuta nel referto arbitrale, dalla quale è scaturita la squalifica di Mangia. Una giustificazione che, alla
alla luce di quanto accaduto e delle circostanze che hanno determinato la reazione del tecnico, appare addirittura ancora più vendicativa e che ha alimentato ulteriormente le perplessità intorno alla vicenda.
Ora non resta che attendere l’esito del ricorso, per capire se la squalifica del tecnico verrà ridotta e se, in qualche modo, sarà fatta giustizia su un episodio che, per modalità e circostanze, si è visto davvero poche volte nel calcio professionistico.