Scuola, Partito Comunista : tra investimenti irrisori e tagli, 70 milioni di euro ai privati

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di Partito Comunista Molise

Per la scuola non cambia mai nulla ed era difficile pensare che potesse andare diversamente con Giorgia Meloni a capo del governo. Infatti, tanto per iniziare, la prima finanziaria di questo esecutivo di destra-destra, dedica alla scuola soltanto quattro miseri articoli, nei quali, però, sono contenute delle vere e proprie perle.
Innanzitutto scopriamo che i fondi per gli istituti privati ammontano a ben 70 milioni di euro, mentre quelli destinati al rinnovo del contratto degli insegnanti si fermano a soli 100 milioni di euro: una vera ELEMOSINA, se consideriamo che l’inflazione è ormai al 12%!
Viene poi il capitolo sui tagli, immancabili! Sanità e scuola servono solo a fare cassa! Il ministro Valditara (quello che non conosce la differenza tra umiltà ed umiliazione!) ha annunciato che nei prossimi anni saranno accorpati 700 istituti, a causa dell’ innalzamento dei parametri minimi per la costituzione delle autonomie scolastiche, che andranno dagli attuali 600 a 900-1000 alunni (articolo 9). In questo modo, nel 2031-32, passeremo dagli attuali 8.136 istituti a 6.885, con una riduzione dei posti di organico di 1.400 dirigenti scolasti e DSGA. A ciò si aggiunga che, come tutti sanno, l’accorpamento non è altro che l’anticamera della chiusura.
Questi tagli, ovviamente, colpiranno le regioni ed i territori più deboli, quelli che, secondo la mentalità iperliberista di questo governo, sono solo un inutile fardello per il bilancio statale. Noi esigiamo, invece, che gli investimenti nell’istruzione siano a dir poco decuplicati! La scuola deve essere LA PRIORITA’ ASSOLUTA per chi ci governa, e deve soprattutto essere un DIRITTO INALIENABILE per tutti, specie per le classi popolari che, anche grazie all’istruzione, possono migliorare le proprie condizioni di vita.