Sati, confermato lo sciopero di dopodomani a Campobasso: ecco perché

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Confermato lo sciopero del trasporto pubblico urbano a Campobasso dopodomani 25 giugno.

Le segreterie di Cgil, Cisl, Cisal e Ugl del comparto annunciano le motivazioni.

“Le segreterie scriventi hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori della SATI, società che gestisce il servizio di trasporto pubblico urbano nel Comune di Campobasso. La protesta nasce da una decisione unilaterale e autoritaria dell’azienda, che ha imposto ai lavoratori, senza alcun accordo sindacale, l’obbligo di effettuare il rifornimento degli autobus.

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Tale imposizione è inaccettabile per diverse ragioni:

• la mansione non è prevista nella declaratoria contrattuale;

il rifornimento richiede tempo, spesso consistente a causa di lunghe attese; • esiste un precedente accordo aziendale, tuttora valido, sottoscritto con la precedente gestione SEAC, che esonera gli autisti dal fare rifornimento;

• tali accordi sono tutelati dalla legge, dal Codice degli Appalti e dal contratto di servizio tra il Comune di Campobasso e la SATI. Nonostante queste motivazioni, la UIL ha definito la protesta “strumentale”, sostenendo che mancano informazioni certe sulla futura gestione del servizio. Una posizione assurda, visto che gli accordi sono esigibili anche con il nuovo gestore, e paradossale, considerando che la stessa UIL propone un accordo economico con la SATI nonostante la medesima incertezza.

A questo si aggiunge una nostra richiesta formale al Comune: che venga sanzionata la SATI per il mancato rispetto delle clausole del contratto di servizio. Tali sanzioni sono previste dallo stesso contratto e devono valere anche per l’eventuale azienda subentrante. Se ogni soggetto facesse semplicemente il proprio dovere, molti problemi sarebbero evitati. Alla UIL rivolgiamo un invito: ci sono ben altre priorità nel disastrato panorama del TPL molisano. Invece di concentrarsi sulla cosiddetta “continuità territoriale” — tema forse interessante per le aziende, ma non certo prioritario per i lavoratori — sarebbe utile occuparsi delle reali condizioni del personale. Anche perché, quando si affrontano tematiche come la domanda di trasporto, sarebbe opportuno analizzare fattori come infrastrutture disponibili, impatto economico, sostenibilità ambientale, integrazione con altri mezzi, andamento demografico e dati socio-economici, sondaggi, interviste, ecc. L’ultima stima sulla potenziale utenza dell’aeroporto risale al 2001, quando la popolazione era maggiore di oggi, e prevedeva un traffico di appena 75 viaggiatori al giorno. Oggi esistono software avanzati per monitorare i flussi reali tramite smartphone, GPS e altri strumenti. Siamo certi che la UIL, con le sue competenze, abbia fatto tutto questo. Tuttavia, il nostro consiglio all’organizzazione sindacale è di “volare alto”, sì, ma restando ancorata a terra, accanto ai lavoratori del trasporto pubblico locale, che ancora oggi “volano” ben oltre la tredicesima ora di lavoro, per la misera cifra di 0,52 centesimi in più”.