Sanità, vicenda Rocchia. Romano dilettanti allo sbaraglio o esecutori di ordini dall’ alto?

La vicenda dell’incarico al dott. Rocchia, nominato Direttore Sanitario della Asrem e dimessosi dopo 48 ore poiché inconferibile essendo stato candidato alle regionali 2023 (Lega), riflette un livello di incompetenza che rasenta e forse persino supera il ridicolo.
Il Direttore generale della Asrem Di Santo deve immediatamente spiegare se la nomina di Rocchia sia stata frutto di una sua scelta fiduciaria autonoma (in tal caso, come è possibile che abbia ignorato la causa di inconferibilitá nota a tutti da sempre, anche alle pietre?) oppure, viceversa, se sia stato costretto ad eseguire ordini superiori (in tal caso, ricevuti da chi?).
Sia nell’uno che nell’altro caso, Di Santo non può restare un minuto in più al vertice della Asrem, la più grande e strategica azienda regionale per fatturato, asset e numero di dipendenti, tanto più in una fase così delicata e complessa di riorganizzazione del sistema sanitario regionale.
Infine, dopo il danno la beffa: per prendere atto e rimediare alla figuraccia dell’inconferibilità, la Asrem ha richiesto un parere legale pro veritate ad un professionista esterno. Quanto è costato? E soprattutto chi paga? C’era bisogno di rivolgersi ad un legale esterno, nonostante la fattispecie della inconferibilità fosse palese e nota a tutti da tempo? E perché non interpellare l’ufficio legale dell’Asrem e pagare invece un professionista privato esterno? E, infine, si tratta di un caso di omonimia oppure Di Santo ha scelto proprio il consigliere giuridico del Presidente della regione?
Massimo Romano Costruire Democrazia


