Sanità, si allontanano i 90 milioni. Romano: la filiera morta

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Ieri il Senato ha approvato la legge di conversione del Decreto Pnrr (D.L. 19/2026), senza modifiche rispetto al testo licenziato dalla Camera in prima lettura.
Come si temeva, nonostante le rassicurazioni della delegazione parlamentare, nel testo non c’è traccia dell’emendamento che avrebbe dovuto sbloccare i famosi 90 milioni di euro per il ripiano del disavanzo e correggere il devastante “comma Lotito” (ne avesse azzeccata una!), inopinatamente inserito nella legge di bilancio 2026 all’insaputa (pare) del Governo regionale.
Ennesimo nulla di fatto, quindi, tanto è vero che i 90 milioni di euro restano un miraggio: non è un caso che siamo al 16 aprile e del bilancio di previsione per il 2026 non c’è ancora l’ombra neanche di una proposta.
Nel 2022 e poi nel 2023, il centrodestra ha stravinto le politiche e le regionali sia per demeriti di un centrosinistra non pervenuto sia per l’aspettativa che la “filiera istituzionale” tra Roma e Campobasso, tra Governo e Regione, grazie al “Decreto Molise” ci avrebbe salvato dalla bancarotta.
Invece, siamo a metà 2026 e siamo costretti a mendicare dal Parlamento un emendamento che puntualmente viene bocciato, anche grazie al più assoluto menefreghismo del centrosinistra (“Agnano” docet), e che comunque non risolverebbe assolutamente niente.
Di questo passo, o si punta su una nuova classe dirigente in grado di difendere il Molise e non i rispettivi partiti di appartenenza, oppure è meglio chiuderla la Regione.
Campobasso, 16 aprile 2026
Massimo Romano
Consigliere regionale del Molise