Sanità, ormai è ufficiale: tutti contro Bonamico e Di Giacomo. A loro resta solo Emilio Izzo

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L’unità che sembrava esserci al mattino si è frantumata il pomeriggio.

L’unico punto che sembra essere comune a centrodestra e centrosinistra è questo: Bonamico e Di Giacomo sono stati scaricati da tutta la politica molisana. Sarebbe quindi ora che ne prendessero atto e si dimettessero.

Ora il racconto in estrema sintesi di quanto accaduto. La discussione pomeridiana del Consiglio Regionale termina con una mozione della maggioranza votata all’unanimità dei presenti ( solo il centrodestra ndr) in cui si chiede che il presidente della Regione, Francesco Roberti, sostituisca i commissari Bonamico e Di Giacomo.

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Alla discussione non ha partecipato alcun consigliere di minoranza perché l’atto votato era in contraddizione con quanto già avvenuto in consiglio regionale: la bocciatura delle mozioni di Greco e Romano sull’azzeramento della Governance dell’ Asrem la prima e della struttura commissariale la seconda.

Entrambe le mozioni sono state bocciate con 10 voti contrari e sei favorevoli. Tra gli assenti anche il consigliere regionale del Partito Democratico Vittorino Facciolla? Impegno o assenza strategica? Ai posteri l’ardua sentenza.

Greco e Romano avevano chiesto questi azzeramenti a causa di un fallimento conclamato degli obiettivi che le strutture dovevano portare avanti.

Secondo Romano in particolare non si parla soltanto di un aspetto sanitario ma anche contabile.

Così come stanno le cose sarà difficile anche l’approvazione del bilancio di previsione del 2026.

È questo che ha sostenuto Romano. Su questi punti addirittura, come forma di provocazione, la consigliera Salvatore ha aggiunto: andrebbero rimossi anche i parlamentari molisani e la Giunta Regionale.

Gravina e Primiani, pur votando sì alla mozione di Romano, hanno sottolineato che la sostituzione dei commissari non deve essere fatta con il presidente della Regione Francesco Roberti.

E mentre gli esercizi di stile continuano all’interno dell’aula, fuori continua il deserto.

Sui social invece la solita provocazione di Emilio Izzo che si chiede perché i commissari si dovrebbero dimettere. Ormai a sostenere il loro lavoro, magari per ottenere qualche ospitata televisiva.