Sanità, l’opinione di Iacovino: ecco perché i concorsi per dirigenti medici vanno deserti

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di Vincenzo Iacovino

La risposta é semplice: perché la sanità molisana e le sue strutture non sono attrattive.

L’indice di attrazione della struttura sanitaria è dato dal rapporto tra gli indici di immigrazione e di emigrazione ospedaliera. É pari a uno quando esiste un perfetto equilibrio tra i due fenomeni; è maggiore di uno quando la regione riceve flussi in entrata superiori ai flussi in uscita; è minore di uno in caso contrario.

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Ovviamente il Molise è caratterizzato da strutture private attrattive e da strutture pubbliche non attrattive. È noto e notorio che gli ospedali molisani hanno un indice di attrazione negativo.

Tale dato é addirittura esaltato, seppure contraddittoriamente, da un altro: le liste di attesa che vanno oltre ogni termine consentito dalla legge. Dati che giustifica il ricorso ad altre strutture pubbliche e private con pagamento sempre a carico della regione molise.

A ciò va aggiunto l’elevato rischio di responsabilità legato alla struttura ospedaliera che può incidere in modo rilevante anche sulla responsabilità professionale del medico.
Rischi che seppure coperti da assicurazioni non escludono eventuali responsabilità penali per colpa lieve o grave che sono e restano personali.

In questa situazione drammatica, aggravata da piani di rientro e gestioni commissariali che non sono riusciti a risollevare la sanità molisana, vediamo concorsi che vanno deserti o con partecipazioni stentate.

La sanità molisana da anni é e resta statica e non attrattiva. Mentre la domanda di prestazioni sanitarie regionali ed extra regionali unita alla domanda di professionalità medica e paramedica si riversa nel privato che viene pur sempre pagato con risorse del fondo sanitario con il sistema delle compensazioni! Dove il più delle volte a fronte del pagamento certo ci si trova di fronte a regioni che non assolvono ai loro impegni di spesa ed ecco che il debito cresce a fronte della diminuzione delle prestazioni sanitarie delle strutture pubbliche.

Come dare torto ai medici che preferiscono altre regioni più attrattive.

Certo poi ci sono i medici coraggiosi che dovranno fare i conti con il sistema, la politica i politicanti, il provincialismo e se ci resta tempo con pazienti. Ed ecco che anche le eccellenze che osano prima o poi scappano via.

Risollevare la sanità non è un compito facile ma neppure difficile. La sanità va ripensata lontana dai campanili e dalle botteghe politiche.