Sanità, l’opinione di Alternativa Molise: andare a Roma? La vera furbata del sistema è congelare la protesta di Castrataro

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Ancora una volta pensano di farla franca i grandi della regione. Le parole cocenti di Castrataro fanno rumore. Forse è il momento che qualcuno si prenda le proprie responsabilità. L’opposizione sta facendo il suo lavoro? Politicamente non hanno proprio idee. I numeri li condannano. E forse conviene anche così, in vista della prossima tornata elettorale. Scaldare la sedia va tutto bene. Contriti poi nelle egemonie della DestraSinistra è anche fin troppo ovvio. Castrataro appare isolato. Al di là dei ricorsi ai DM di più non si può. Menomale che abbiamo avvocati valorosi che ci costano certamente tanto alla giunta, purtroppo. Ma che ci sarebbero costati anche di più. C’è un burattinaio dietro il Veneziale? Forse c’è qualche interesse dietro tutto questo. Dietro ai commissari? Dietro gli emendamenti parlamentari che con una mano tolgono e con l’altra pure. Abbiamo a che fare con dei mestieranti della politica, signore e signori. Non con dei dilettanti. Mostri di consenso, voti, potere, denaro e clientelismo. Non si muove foglia in Molise. Non si scherza mica. Il piccolo Molise martoriato subisce i suoi padroni e i suoi beoti. Né ci si può fidare dei vecchi paladini. Non se ne vanno in pensione. Meritano una bella citazione storica ma soprattutto ardimentosa, quasi patetica, che rinverdisce una reattività inconcludente e di forma (anche cattiva), che non può viceversa che essere istituzionale, allo stato delle cose. Andare a Roma certo. La furbata è congelare tutto. Placcaggio. Continuare a gettare pietre nello stagno. Non si toccano Termoli e Isernia. E poi forse si. Magari prima o poi, magari più Isernia che Termoli, è possibile faccia una brutta fine. Ciò che doveva essere deciso è stato già deciso. Altrove. Questa è la sensazione. D’altronde Lotito ne è la massima espressione. Gli altri fanno da paravento. E allora tristemente ecco l’inerzia, far affievolire la fiamma della fiaccolata. Pecorari da un lato e pecore pronte a marciare verso il macello. Verso la transumanza e un futuro che non c’è.
E forse non ci può essere.

Alternativa Molise