ESCLUSIVO: Sanità e politica, Isernia lotta per la salvezza mentre Termoli festeggia

Sarà questa la settimana della smobilitazione della tenda davanti al Veneziale? Sembrerebbe di no visto che i sindaci della Provincia di Isernia si stanno organizzando con riunioni per richiedere accordi di confine, più medici da impiegare al Veneziale e un pronto soccorso più funzionale.
Da più parti, tra critiche futili e altrettanto strumentali, le voci che si elevano a favore della sanità pubblica. Sembrano destinate ad aumentare fino alla mobilitazione generale. Così le tende.
Ma c’è di più: il Comune di Isernia vuole anche prevedere incentivi per i medici che accetteranno di rispondere ai bandi Asrem per coprire i posti liberi non solo al Pronto soccorso ma in tutti i reparti del Veneziale.
I sindaci nella prossima conferenza parleranno anche del superamento del commissariamento e del DM 70, meglio conosciuto come decreto Balduzzi che, approvato durante il periodo di Paolo di Laura Frattura presidente, richiede standard precisi agli ospedali per i dipartimenti di emergenza di secondo livello e soprattutto per la sopravvivenza dei punti nascita (un minimo di 500 parti l’anno).
Se questo “oltre la tenda” comincia ad esistere, proprio questo abbiamo chiesto direttamente davanti ad Asrem a Castrataro senza che ai nostri microfoni pervenisse risposta, restiamo in attesa del riscontro alla richiesta di una intervista diretta, perché anche noi come testata locale conserviamo il nostro diritto di cronaca.
Nella realtà, nonostante le minacce di nuclei ispettivi Asrem che sembrano voler zittire chi racconta ben oltre il fatto che manca personale e ben oltre la tenda, che gli isernini ( non solo gli isernini ) si spaventino perché nella struttura pentra ci siano perdite d’acqua, o che, nonostante quello che ASREM dica, l’angiografo non funzioni regolarmente, desta non solo preoccupazione. Perché non va tutto bene, come si vuole sostenere apparentemente.
Accade proprio nello stesso Veneziale dove il primo gennaio si è andata sbandierando, grazie alle testate amiche, la prima bambina nata del 2026, mentre, purtroppo, è tuttora ricoverata in terapia intensiva neonatale a Campobasso, appunto per una emergenza insorta subito dopo essere venuta al mondo ed essendo in pericolo di vita. Perché il punto nascita pentro parrebbe essere sprovvisto costantemente di neonatologi. Perché, poi, non rispetterebbe standard operativi che proprio le normative lo mettono in discussione. Ora il Sindaco Castrataro tenterà di avere rassicurazioni dai commissari sulla sopravvivenza del Punto Nascita.

Ma mentre a Isernia si piangono lacrime di disperazione, a Termoli si ride. Arriva prima lì il nuovo angiografo per emodinamica. L’evento è stato ben festeggiato dal presidente della Giunta Francesco Roberti e dal dg Asrem Giovanni Di Santo. Lo stesso Dg che tenta di rassicurare Castrataro ma poi, al posto di raggiungerlo in tenda e improvvisare lì una conferenza stampa aperta al pubblico, si rintana nel suo ufficio di via Ugo Petrella e realizza le interviste tramite il suo ufficio stampa eludendo le domande dei giornalisti liberi.
Tutto bene madama la Marchesa? È quello che vogliono far credere. Così conviene. Ed è questo il modus comunicandi dell’ azienda sanitaria.
Sarà forse un retaggio politico da parte di Di Santo? Sarà una reminiscenza del ruolo da sindaco, ricoperto dal 2006 al 2016 in due legislature nella sua San Lorenzello ( paese in provincia di Benevento ndr).
La prima volta eletto in una civica di chiaro riferimento di centrodestra. La seconda nella civica ” San Lorenzello nelle nostre mani” a connotazione maggiormente civica.
A Isernia non va bene nulla. A Termoli si sta migliorando quasi tutto. Segno che la filiera istituzionale funziona eccome. A discapito di una provincia che chiede salute ed equità.


