Sanità, Castrataro in tenda finisce in cronaca nazionale: gli altri sindaci zitti e muti pensano al Capodanno. Controvento: ci vorrebbe una tenda per ogni ospedale molisano, siamo tutti Piero

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Continua fino alla prossima settimana lo sciopero in tenda del sindaco di Isernia Piero Castrataro. Lo ha riferito sabato pomeriggio alla nostra testata sostenendo di attendere il suo incontro con Asrem.

Intanto intorno a questa vicenda se da un lato si sta smuovendo anche la stampa nazionale nel racconto delle gesta del sindaco del capoluogo pentro, all’interno del Molise non si può non notare che l’idea del sindaco Castrataro viene bistrattata dai suoi pari grado.

Se da un lato i sindaci di Campobasso (Marialuisa Forte), di Termoli (Nico Balice) e di Agnone (Daniele Saia) scrivono parole di solidarietà nei confronti di Castrataro, dall’ altro si disimpegnano nella denuncia e nella protesta.

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Ma davvero le cose negli altri ospedali della regione vanno bene? Allora hanno ragione Roberti, i commissari ed Asrem? I concorsi per il reclutamento dei medici vanno deserti perchè sono le nostre città ad essere poco attrattive?

Potrebbe essere vero. Se consideriamo che da Campobasso non partono treni e nel capoluogo di regione non nascono nuove industrie.

Ma per Termoli non è così. Si tratta di una città di mare, dove transitano e si fermano treni che collegano la città con il Nord e il Sud Italia. Dove esiste ancora una zona industriale che porta ricchezza nelle famiglie anche se con molta difficoltà.

Allora in questo caso la colpa è dei commissari che non riescono a far uscire il Molise dal commissariamento? Di un debito che non diminuisce ma cresce di anno in anno? O di concorsi Asrem che spesso non sono attrattivi perché i medici sono meno pagati rispetto al Nord? Oppure perché non sempre prevedono un contratto a tempo indeterminato?

A dire il vero secondo noi di Controvento la colpa è di tutti. Alle domande retoriche che abbiamo posto e ci siamo posti rispondiamo sì. È colpa delle città che sono poco attrattive ma anche del sistema sanitario che non sa offrire ai giovani medici strutture adeguate alle loro ambizioni e contratti degni di questo nome.

Si perchè un giovane medico ha tutto il diritto di essere ambizioso e di pensare alla propria felicità professionale. In realtà non solo uno giovane ma chiunque.

Il sindaco di Termoli Balice ovviamente non pianterà mai la tenda davanti al San Timoteo. Un gesto del genere significherebbe denunciare il fallimento della propria parte politica. Va tutto bene a Termoli? Lo vedremo nel 2026 perché le inchieste di Controvento interesseranno anche quel nosocomio.

I sindaci di Campobasso e di Agnone hanno meno scuse. Rappresentano il centrosinistra e avrebbero dovuto a loro volta costruire la loro tenda e dormire davanti al Cardarelli e al Caracciolo.

A dire il vero il sindaco di Agnone Daniele Saia aveva anche annunciato uno sciopero della fame mai messo però in atto.

La sindaca di Campobasso Marialuisa Forte e il suo assessore alla Sanità Angelo Marcheggiani, più che mettere la propria firma sul ricorso per la rete ictus (dopo la formalizzazione degli stessi da parte dei comitati e del Cantiere Civico) non hanno fatto.

Nessuna protesta formale. Niente tende. A Campobasso va davvero tutto così bene? Al pronto soccorso non si direbbe dato che sempre più cittadini denunciano di stazionare per giorni in quei corridoi, ricevere le terapie ed essere dimessi senza aver effettivamente risolto i problemi per cui erano arrivati in ospedale. Le segnalazioni arrivano quotidiamente. Nei reparti andremo a vedere. Anche qui come a Isernia aumenta a dismisura l’utilizzo dei medici specializzandi.

E allora? Ci vorrebbe una tenda di sindaco per ogni ospedale molisano. Ma solo Castrataro ha avuto il coraggio di farlo davvero. Onore a lui e disonore agli altri, che magari già stanno pensando a dove andare a Capodanno.

Tornando a Isernia… la protesta di Castrataro ha provocato la dissoluzione del comitato Sanità Bruciata di Emilio Izzo. Il quale ha sostenuto che l’iniziativa del sindaco danneggia la città.

Non è così. Siamo tutti Castrataro.