Roberti Vs Salvatore: le donne del Pd, le consigliere di parità e la ex Nunzia Lattanzio a favore della esponente piddina

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Dopo quanto accaduto ieri in consiglio regionale, quando il presidente della Regione Francesco Roberti ha detto alla consigliera regionale Alessandra Salvatore ” ti serve un insegnante di sostegno” arrivano le posizioni delle donne che solidarizzano con la Consigliera regionale.

La prima ad intervenire è la collega Micaela Fanelli.

“Piena solidarietà – si legge in una nota- ad Alessandra Salvatore, oggetto di un attacco verbale inaccettabile in Aula. In un momento in cui si discute del futuro della sanità pubblica e della tutela di reparti salvavita come la Cardiologia del Cardarelli, non è tollerabile che il confronto politico degeneri in offese personali. Le parole rivolte dal presidente Roberti non solo mancano di rispetto verso una collega consigliera, ma offendono anche tutti coloro che quotidianamente lottano per difendere il diritto alla salute e la dignità delle istituzioni. Alessandra Salvatore ha semplicemente fatto il proprio dovere: dare voce a una comunità preoccupata per la tenuta del servizio sanitario regionale. A lei vicinanza, rispetto e sostegno”.

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Duro anche l’intervento della vicesegretaria Pd Candida Stellato

“Il linguaggio della destra offende il Molise: servono scuse pubbliche.

Le parole pronunciate in Consiglio regionale dal Presidente della Regione Molise, Francesco Roberti, nei confronti della consigliera del Partito Democratico Alessandra Salvatore, sono gravi e inaccettabili. Non si tratta di una semplice offesa personale: è l’ennesimo atto di un potere che deride le fragilità, che strumentalizza la disabilità come insulto, e che non riconosce dignità né all’opposizione, né ai cittadini più vulnerabili.

Roberti non ha insultato solo una consigliera: ha colpito chi ogni giorno combatte per l’autonomia, l’inclusione, l’assistenza, la partecipazione. Ha offeso famiglie, studenti, insegnanti di sostegno, assistenti alla comunicazione, educatori, professionisti e soprattutto le persone con disabilità. Ha insultato l’intelligenza collettiva del nostro territorio.

Ed è ancora più grave che tutto questo arrivi da chi, solo una settimana fa, ha fatto approvare in Consiglio il nuovo Piano Sociale Regionale. Un documento che si dichiara attento alle fragilità, ma che si svuota di ogni credibilità quando chi lo ha propone è lo stesso che usa la disabilità per zittire l’avversario politico.

Non è un episodio isolato. Anche nelle piccole realtà amministrate dal centro destra – come Montecilfone, ad esempio, dove guarda caso il primo cittadino è stato mandatario elettorale di Roberti – è prassi consolidata ormai da tempo quella di offendere e insultare chi siede tra i banchi della minoranza, soprattutto se donna. Questi non sono scivoloni. Sono la cifra politica di una destra che considera le istituzioni come una proprietà privata, e l’opposizione come un fastidio da umiliare.

Il Partito Democratico del Molise non accetta e non normalizza questo linguaggio. Pretende scuse pubbliche del Presidente Roberti non solo alla consigliera Alessandra Salvatore, ma a tutte le persone con disabilità che meritano rispetto e non scherno, alle loro famiglie che affrontano ogni giorno battaglie di dignità e diritti, agli insegnanti e agli educatori che rappresentano un presidio democratico contro l’emarginazione e la solitudine. Ma soprattutto chiede un salto culturale, che la destra molisana non sembra in grado di compiere. Perché chi governa ha il dovere di essere esempio, non emblema di arroganza.

Noi continueremo a lottare per una politica che parli il linguaggio del rispetto, dell’inclusione, dei diritti. Una politica dove le parole non feriscono, ma costruiscono. Dove la disabilità non è un insulto, ma una responsabilità collettiva. Dove la diversità non si silenzia, ma si ascolta”.

Sul tema anche l’ intervento della consigliera di parità Giuseppina Cennamo.

“Ho appena letto – dichiara- la notizia della frase irriguardosa espressa dal Presidente
Roberti nei confronti della Consigliera Alessandra Salvatore.
Trattasi di un comportamento inaccettabile nei confronti di una donna e della Consigliera e lesivo della dignità e del ruolo istituzionale.
Piena solidarietà alla Consigliera Alessandra Salvatore”.

Di femminicidio istituzionale parla l’ ex consigliera regionale Nunzia

“In una piccola Terra chiamata Molise, che un tempo ebbe momenti di gloria significativi segnati da donne e da uomini valorosi e di spessore, oggi si piange e ci si dispera.

Da lì, in quel territorio, ci sono passata da giovane sposa e nelle sue maglie, molto strette e fitte da intrecci e grovigli, ho costruito il mio impegno professionale e civile, ho concepito due figli e concorso al pagamento di tributi e tasse segnando, forse, anche una evoluzione in settori complessi e delicati quali la tutela dei minori di età.

Il Molise, Terra meravigliosa, che un tempo ebbe momenti di gloria significativi segnati da donne e da uomini valorosi e di spessore, mi ha dato tanto pur mostrando di non riconoscere, a tratti, i dettami e i confini di una democrazia liberale.

Il Molise, recitando un detto popolare bieco e serrato, quando vede DONNA, vede DANNO, e lo vede a tal punto di attivare strategie di confinamento anche dell’esercizio del diritto di parola e di libera espressione di pensiero, quando femminile.

È delle ultime ore il ‘consiglio politico’ e ‘assistenziale’, si fa per dire, enunciato dal Presidente della Giunta regionale Francesco Roberti e diretto alla consigliera di minoranze Alessandra Salvatore: …ti serve un insegnante di sostegno…”, un consiglio meritevole di elogio se non altro per aver rimarcato il livello basso in cui gli uomini di effimero potere al comando, nella Terra di Contado, trascinano pance e mezze idee.

Le mezze idee appartengono, si sa, a chi ha grossi limiti; compagini politico-amministrative che da ben 12 anni non contemplano il naturale assetto in Giunta di una donna eletta, con conseguente compromissione del bilanciamento interpretativo di questioni complesse collettive, non può che segnare l’irreversibile affermazione di un monito: abdicate uomini da ruoli istituzionali apicali e avviate un percorso terapeutico urgente strutturato perché siete a un passo dal femminicidio istituzionale.

Solidarietà alla collega Alessandra Salvatore e a tutte le componenti il Consiglio regionale del Molise”.

Giuditta Lembo, consigliera di parità delle province di Campobasso e Isernia, solidarizzando con Alessandra Salvatore, ha posto l’ accento su un altro aspetto della vicenda.

” Se in casi come questo poi interviene una Istituzione di parità a stigmatizzare un comportamento non consono ad un Presidente di Regione rischia anche di vedersi portata in giudizio per diffamazione! Come è accaduto da parte di qualche ex Presidente di Regione che sentendosi probabilmente responsabile di un gesto non consono al suo ruolo richiamato a dovere ha reagito denunciando per diffamazione una Istituzione preposta a tutelare le donne. Questo è il Molise!!”.