Roberti ultimo nel Governance Poll, Gravina: la fiducia non si perde per caso

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Per chi non avesse letto la notizia: il Governance Poll del Sole 24 Ore misura il livello di gradimento di sindaci e presidenti di Regione, confrontandolo anche con il consenso ottenuto al momento dell’elezione.

Il dato che riguarda il Molise è netto: il presidente Francesco Roberti risulta ultimo nella classifica dei governatori e registra una flessione molto pesante rispetto al giorno della sua elezione.

Non mi sorprende. Mi amareggia.

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Non mi sorprende perché conferma una percezione che molti molisani vivono quotidianamente: una Regione ferma, distante dai problemi reali, prigioniera di logiche già viste e incapace di dare risposte adeguate alle grandi emergenze del territorio.

Non intendo usare questo sondaggio per un attacco personale al presidente della Regione. Le critiche politiche le ho fatte e continuerò a farle nelle sedi istituzionali, con atti, interventi e proposte.

Ma un risultato così netto non può essere liquidato come una semplice classifica.

Quando un presidente registra una flessione significativa rispetto al consenso ottenuto alle elezioni, significa che una parte importante della fiducia iniziale si è consumata. Significa che molte aspettative sono state disattese. Significa che esiste una distanza crescente tra la narrazione di chi governa e la realtà vissuta dalle persone.

Tutto questo non può essere considerato normale.

Il punto non è soltanto Roberti. Roberti oggi è il volto di questo governo regionale, colui che ci mette la faccia. Ma il Molise sa bene che dietro e attorno a quella guida ci sono logiche, equilibri e protagonisti che da anni condizionano la vita amministrativa e politica della Regione.

Cambiano i nomi in prima fila, ma troppo spesso restano gli stessi metodi, le stesse appartenenze e, purtroppo, gli stessi risultati insufficienti.

Il Molise non ha bisogno di propaganda.
Ha bisogno di una politica capace di affrontare i problemi senza rinviarli, di amministrare senza chiudersi nei soliti equilibri, di costruire opportunità invece di limitarsi a gestire l’esistente.

Il tema non è il colore politico.
Il tema è la qualità del governo, la credibilità delle persone, la capacità di dare risposte concrete e di mettere davvero il territorio davanti agli equilibri di potere.

Il Governance Poll non è un punto di arrivo. È un campanello d’allarme.

E davanti a un segnale così chiaro, il Molise non può più permettersi di far finta di niente.

Un’ultima considerazione.

Non mi aspetto che questo sondaggio porti Roberti e il suo governo a cambiare idea sul proprio operato. Non mi aspetto autocritica, non mi aspetto un’assunzione piena di responsabilità e, francamente, non mi aspetto nemmeno che a fine mandato qualcuno chieda scusa ai molisani per le promesse non mantenute e le occasioni perse.

Da questo governo regionale non mi aspetto più grandi svolte.

Forse è il momento che anche i cittadini smettano di aspettarle.

Non per rassegnarsi, ma per pretendere finalmente qualcosa di diverso: più serietà, più competenza, più responsabilità, più rispetto per il Molise.