Riqualificare la Trignina: arriva un protocollo d’intesa tra Camere di Commercio

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La Camera di Commercio (Cciaa) del Molise ha sottoscritto, insieme agli enti camerali di Caserta, Chieti Pescara, Gran Sasso d’Italia e Frosinone-Latina, un protocollo d’intesa per promuovere la riqualificazione della Strada Statale 650 ‘Fondo Valle Trigno’, meglio nota come Trignina.

L’accordo, siglato a Roma nella sede nazionale di Unioncamere, è sostenuto dal supporto tecnico-scientifico di Uniontrasporti, la società del sistema camerale specializzata in infrastrutture, mobilità e logistica.
L’intesa punta a sviluppare un corridoio di mobilità trasversale tra Adriatico e Tirreno in grado di connettere le autostrade A14 (Montenero di Bisaccia – Vasto Sud) e A1 (Caianello), a servizio delle imprese, dei cittadini e dei territori di Abruzzo, Molise, Campania e Lazio.
L’obiettivo del protocollo è promuovere ogni utile iniziativa di sensibilizzazione nei confronti di amministrazioni e istituzioni, attraverso l’elaborazione di dati, studi e analisi in grado di dimostrare il valore dell’opera.

Una recente indagine promossa da Uniontrasporti ha evidenziato come la riqualificazione della SS650 rappresenti una delle priorità infrastrutturali per le imprese molisane e abruzzesi che da tempo chiedono un miglioramento della viabilità est-ovest. In particolare, il tracciato appare sottodimensionato rispetto alle esigenze attuali, penalizzando l’accessibilità delle aree interne e rallentando lo sviluppo dei distretti produttivi e turistici della regione.
“Il Molise ha bisogno di infrastrutture moderne, sicure e all’altezza delle sfide che attendono le nostre imprese e le nostre comunità -ha detto il presidente della Cciaa Molise, Paolo Spina – L’ammodernamento della Trignina rappresenta oggi una priorità assoluta, tanto più alla luce delle continue criticità e interruzioni che da anni affliggono anche la Bifernina. Il nostro vero nodo strutturale oggi è la popolazione: senza attrarre nuovi residenti, in particolare flussi migratori interni, il rischio concreto è che tra pochi anni non ci siano più imprenditori né lavoratori né comunità. Un collegamento efficiente tra Adriatico e Tirreno – ha concluso – significa anche rendere il territorio più attrattivo, accessibile, abitabile”.(Ansa)

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