ESCLUSIVO: Ricorsi al Tar tra Giurisprudenza, tifosi e Cassandre: “mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco”

La vicenda dei ricorsi sulla sanità e sulle malattie tempodipendenti non sembra affatto conclusa.
Piuttosto ricorda, assai da vicino, un’altra battaglia dove “persa la partita fu vinto il campionato”: quella del Master Plan dell’area dell’ex Romagnoli ovvero di un programma edificatorio che, oltre dieci anni fa, con la firma di Giuseppe Di Fabio (sindaco di CB battezzato da Roberto Ruta) e di Michele Iorio (presidente della regione) e con il ruolo cerniera dell’architetto Paolo Di Laura Frattura (dopo qualche mese trasferito da Forza Italia al PD, ancora una volta attraverso le alchimie del re dei ribaltoni), aveva programmato la cementificazione dell’area dell’ex Roxy- Romagnoli dando il via libera ad una delle peggiori operazioni speculative che avrebbe irreversibilmente deturpato il volto della città con circa 20.000 mc. di cemento.
Non tutti ricordano che anche in quella circostanza il Consiglio di Stato, sulla base di una frettolosa ordinanza cautelare, condanno’ i cittadini ricorrenti (Margherita Zezza e le associazioni Fare Verde e Codacons) a circa 4.000 euro di spese di giudizio, per poi doversi ricredere, in sede di giudizio di merito, riconoscendo che il programma edificatorio non poteva essere attuato poiché non aveva neppure i requisiti minimi e le caratteristiche necessarie della variante urbanistica al PRG: in breve, si trattava di atti amministrativi addirittura nulli o inesistenti ancor prima che illegittimi, che non necessitavano neppure di impugnazione o di annullamento (ed infatti, con una pronuncia cd. ‘Interlocutorie di rigetto” il Consiglio di Stato usci’ dal guado, rigettando i ricorsi ma finendo con il dare comunque ragione ai ricorrenti ed alle ragioni gia’ riconosciute dal TAR).
Ed infatti, prova ne é che, grazie a quel ricorso ed alle spese di giudizio che furono anticipate e sostenute da cittadini e professionisti avvocati (associazione Fare Verde insieme a Codacons, Margherita Zezza, Pino Ruta e Massimo Romano), quell’area dell’ex Romagnoli, posta al centro della città é stata ancora oggi preservata dai rischi di cementificazione.
Pertanto, al netto di valutazioni tecniche di addetti al settore (ovvero di un’inutile gara tra cause vinte o perse), resta il fatto che le battaglie vere ed autentiche si fanno e si sostengono con il proprio lavoro e con le proprie risorse e cio’ al contrario di inutili tromboni che esultano adulando poteri forti, nella speranza di conseguire qualche attenzione o beneficio dal potente di turno, assumendo sempre piu’ spesso i preoccupanti connotati di protagonisti di una propaganda di regime.
La storia spesso si ripete ed un po di memoria e di prudenza oltre che di sana informazione non guasterebbe.
Nel frattempo, in attesa del giudizio finale che dovrà ancora essere espletato e delle anticipazioni di gufi e cassandre (trattandosi ad oggi di una fase cautelare che nella sinteticità di un provvedimento in contrasto con la complessita della vicenda non ha speso ancora una parola sulla fondatezza del ricorso se non l’uso di un prudente condizionale), va riconosciuto onore al merito di quelle associazioni, di quei cittadini e di quei professionisti (Andrea Sellitto, Emma De Capoa, Margherita Zezza, Quirino Mescia, Iula Papa, Stefano Lombardi, Piero Colucci, Pino Ruta e Massimo Romano) che ora, come allora, ancora una volta hanno dovuto farsi carico non solo con il proprio lavoro ma anche a proprie spese (tutt’altro che irrisorie) di un territorio spesso svenduto, anche dalle nostre istituzioni più rappresentative, ai potenti di turno con il placet di qualche inutile trombone o adulatore incomprensibilmente folgorato sulla via di Damasco.
E la circostanza che il gruppo di cittadini e la sensibilità di associazioni cresca in una militanza e reattività sociale sempre piu sviluppata, lascia ben sperare in una regione troppo spesso popolata da persone distratte e/o silenti (miglior terreno per comitati e lobby d’affari).


