Rete Ictus, Romano risponde alle fake ignoranti

Il consigliere regionale Massimo Romano risponde alle fake news che sono circolate in questi giorni in rete e nel dibattito pubblico.
In un post sui social spiega come e quando un consigliere regionale può impugnare un atto. E chiarisce la sua posizione sulla rete Ictus.
” Il consigliere regionale- sottolinea- può impugnare davanti all’Autorità giudiziaria gli atti dell’amministrazione regionale soltanto se violano il suo “ius ad officium”, cioè le sue prerogative istituzionali connesse al mandato (ad esempio, se viene negato l’accesso agli atti, come è accaduto a me sul caso Responsible, o se viene violata la competenza del Consiglio, come nel caso del Parco del Matese).
Non può invece impugnare gli atti di cui contesti il contenuto, come nel caso della rete ictus, perché altrimenti si pone in lite pendente con l’ente rappresentato e rischia la decadenza dalla carica di consigliere.
Allo stesso modo, non può farlo neppure come cittadino-elettore, perché l’ordinamento processuale amministrativo non prevede l’azione popolare, richiedendo invece una posizione “qualificata” e “differenziata” per impugnare gli atti di programmazione sanitaria.
Posizione “qualificata e differenziata” che è riconosciuta, ad esempio, al Comune di Campobasso, anche quale ente esponenziale della comunità rappresentata, come è stato stabilito dal Tar Molise, da ultimo con sentenza n. 168/2023, resa su ricorso proposto dal Comune di Campobasso (Sindaco Gravina) contro il programma operativo 2021/2023 (commissario Toma).
Chi mi accusa di inerzia rispetto alla mancata impugnazione della rete ictus è ignorante e in malafede e agisce solo per confondere le acque e fare da palo sia alla maggioranza di centrodestra sia a quella parte di centrosinistra che sulla privatizzazione della sanità negli anni ha dato ampia prova della complicità offerta prima a Iorio e poi a Patriciello”.


