Rete ictus, Romano: i ricorsi non sono persi, bisogna ancora andare nel merito delle questioni

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Dalla parte dei comitati e dei cittadini, senza se e senza ma

Chi li cura in Molise i malati politrauma? Questa domanda racchiude il cuore della battaglia che comitati e cittadini stanno portando avanti, ricorrendo al Tar e al Consiglio di Stato nell’interesse di tutti gli utenti del servizio sanitario regionale e del loro diritto alla salute.

Una domanda che resta senza risposta, perché né la rete ictus né la rete trauma hanno previsto modalità di presa in carico e trattamento dei pazienti politrauma, con la conseguenza che se oggi si verifica, ad esempio, un incidente stradale e le persone coinvolte riportano un trauma cranico e contemporaneamente traumi di altra natura (ortopedici, polmonari ecc), in Molise per loro non c’è nessuna previsione assistenziale. Nessuna.

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17 anni di commissariamento ci hanno regalato una sanità “a spezzatino”: a Pozzilli si va per il trauma cranico, alla ex Cattolica per la cardiochirurgia e al Cardarelli per le restanti discipline, senza prevedere alcuna modalità di centralizzazione per il paziente politraumatizzato. Con l’aggravante che non sono stati previsti neppure accordi con ospedali di altre regioni in caso di emergenza.

La Giustizia amministrativa non ha respinto i ricorsi, non li ha ritenuti infondati né è entrata minimamente nel merito delle questioni sollevate: ha ‘soltanto’ ritenuto che questo quadro non costituisca un “pericolo di danno grave ed irreparabile”, condannando persino i ricorrenti a spese legali oltremodo salate.

Non possiamo che prenderne atto, sperando davvero che nessuno ci lasci le penne.

Personalmente rivolgo tutta la mia gratitudine ai ricorrenti e agli avvocati che stanno conducendo questa battaglia di civiltà con grande senso di responsabilità e di generosità nell’interesse di tutti gli utenti del servizio sanitario regionale, inclusi i miserabili che in queste ore gioiscono sguaiatamente per un esito giudiziario che certo non darà loro l’autorevolezza di cui non hanno mai goduto né placherà la bile accumulata per pura frustrazione, politica e professionale che sia.

Massimo Romano Costruire Democrazia