Rete ictus, i commissari: nei casi difficili interviene Neuromed. Bonamico: il decreto Balduzzi funziona. Di Giacomo: nessuna privatizzazione della sanità pubblica

Il commissario Marco Bonamico e il subcommissario Ulisse Di Giacomo hanno presentato questa mattina, e lo faranno nel pomeriggio anche in un incontro chiesto dal presidente della Regione Francesco Roberti, il protocollo sulla rete ictus che è stato approvato da Roma e che presto dovrebbe andare in funzione in Molise.
Si tratta di un sistema pubblico- privato in cui gli ospedali pubblici dovranno agire in sincronia e sintonia con il Neuromed di Pozzilli.
Il commissario Bonamico, nell’ elogiare il funzionamento del Decreto Balduzzi in Italia, il famoso DM 70 nel cui perimetro vanno fatte tutte le programmazioni sanitarie del caso, ha chiesto ai politici di non fare dichiarazioni sulla pelle dei cittadini strumentalizzando la sanità.
È stato poi il subcommissario Di Giacomo a spiegare il funzionamento di questo protocollo e a dire che quello sulle malattie cardiache non è pronto perche bisogna superare le criticità dei laboratori di emodinamica. Sui 3 molisani uno andrebbe chiuso per forza di cose. Da perfezionare anche l’ accordo sul trauma.
Quello sulla rete Ictus funziona in questo modo. Quando c’ è un ictus ischemico il paziente portato al pronto soccorso dal 118 dopo un triage può avere una diagnosi tramite un esame senza contrasto. Poi toccherà alla struttura pubblica procedere all’ intervento farmacologico per lo scioglimento del trombo di sangue.
Nel caso di Ictus emorragico e anche nel caso di Ictus ischemico in cui occorre rimuovere il trombo meccanicamente, dovrà intervenire il Neuromed di Pozzilli. Dopo questo sistema pubblico privato e dopo la intenzione di ricorrere a una integrazione Cardarelli- Cattolica su Campobasso, la domanda nasce spontanea: è in atto una progressiva privatizzazione della sanità pubblica molisana? Di Giacomo assicura di no. Si tratta solo di utilizzare le strutture molisane esistenti evitando viaggi della speranza con elicotteri che trasportano i pazienti fuori regione, dove non ci sono accordi.


