Rete ictus e piano ospedaliero, da Roma si parla di bocciature ma è pronto il decreto commissariale per la sua attivazione

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É caos sulla rete ictus che i Commissari ad acta per la sanità con un decreto datato primo ottobre 2025 sarebbero pronti ad attivare. Tutto questo perchè sembrerebbe da indiscrezioni romane che il piano su rete ictus e rete ospedaliera sarebbe stato bocciato. Quindi la rete parte o non parte? Su di essa c’ è anche la scure della sospensiva Tar che verrà discussa l’8 ottobre sui ricorsi presentati dal Comune e dal Cantiere Civico , Cittadinanzattiva e Comitato Pro Cardarelli.

DECRETO COMMISSARIALE: PRONTA LA RETE ICTUS

Con il decreto n. 157 del 1° ottobre 2025, i Commissari ad acta per il Piano di rientro sanitario hanno dato il via libera definitivo alla partenza della Rete Ictus in Molise, recependo le osservazioni del Ministero della Salute e dell’Economia.

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Il documento chiarisce che i presidi ospedalieri di Isernia e Termoli, in qualità di spoke della rete, garantiranno TAC cerebrali attive 24 ore su 24, mentre l’Ospedale Cardarelli di Campobasso, pur con un bacino d’utenza ridotto, sarà configurato come Stroke Unit di II livello, grazie alla prevista attivazione delle specialità di neuroradiologia e radiologia interventistica, oltre al potenziamento del personale e delle tecnologie.

Un ruolo fondamentale spetterà all’IRCCS Neuromed di Pozzilli, individuato come struttura di riferimento temporanea per la radiologia interventistica, in attesa della piena operatività del servizio al Cardarelli. Le attività del Neuromed, sottolinea il decreto, sono riconosciute come funzioni assistenziali ai sensi del D.lgs. 502/1992, rientranti tra le «attività con rilevanti costi di attesa» e i «programmi sperimentali di assistenza».

Dal punto di vista finanziario, il valore riconosciuto a queste funzioni è stato fissato tra 1,4 e 1,8 milioni di euro, già compresi nel budget sanitario 2025. Per gli anni successivi, la remunerazione sarà definita dal Ministero della Salute e dall’Agenzia nazionale dei servizi sanitari.

Il decreto ribadisce inoltre che, con il coinvolgimento del Neuromed, non saranno necessari accordi extraregionali per la gestione dei casi di ictus. Sarà inoltre istituita una funzione regionale di coordinamento della rete, con compiti di monitoraggio e controllo degli indicatori per garantire tempestività e qualità delle cure. La rete così come concepita, stando a quelli che sostengono i commissari, potrebbe partire già da domani

LE INDISCREZIONI ROMANE

Ma secondo indiscrezioni romane sembrerebbe che la rete ictus sia congelata dalla parziale bocciatura del piano sanitario dei commissari, che invece sembrerebbe passato per quanto riguarda i tagli alle emodinamiche, ai punti nascita e anche all’ospedale di Agnone che sarà destinato ad essere utilizzato come presidio di comunità.

Secondo le indiscrezioni per il funzionamento della stessa manca il perimetro normativo per l’ accreditamento coi privati. Il Ministero quindi avrebbe bocciato il lavoro portato al tavolo e avrebbe chiesto modifiche sostanziali alla proposta 2025-2027.

Questa la sintesi, stop al decollo della rete ictus, nodo irrisolto sui rapporti con Neuromed e Responsible mentre per Agnone, Termoli e Isernia tagli e declassamenti.

E’ pro

Bocciatura chiara anche per l’ipotesi di trasferimento del Cardarelli nei locali della Cattolica non in uso al Responsible e quindi per ora una struttura non utilizzata. Per questa integrazione pubblico privato mancherebbero i piani gestionali, protocolli clinici, regole sul personale e modalità di remunerazione. Non solo: la struttura privata è stata costruita con fondi pubblici ex articolo 20, e dunque non può essere data in comodato d’uso senza un quadro normativo solido.

Sui conti un’altra scure. I commissari hanno inserito 20 milioni di euro in più all’anno per il triennio 2025-2027, considerandoli come risorse aggiuntive dal Fondo sanitario nazionale. Ma il Ministero avrebbe corretto la cifra: quei soldi non sono extra, fanno già parte della quota assegnata. Sintesi: rivedere i conti al netto di 20 milioni per ciascun anno.