Rete antiviolenza regionale, l’annuncio di Passarelli: al Molise 732mila euro in piu. Parte la gestione Liberaluna dei Cav pubblici

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Ben 732mila euro in più rispetto al passato per la ricostruzione della rete antiviolenza.

L’annuncio è stato dato nel pomeriggio del 25 novembre dalla consigliera delegata al sociale Stefania Passarelli.

Saranno impiegati per ampliare la rete che dal primo novembre è gestita dall’ Ets Liberaluna.

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Ci saranno nuovi Cav, nuove case rifugio di primo e secondo livello, nuove attività formative in genere. Insomma una attività che dovrebbe funzionare meglio del passato.

Ha sintetizzato tutto questo per noi proprio la consigliera delegata Passarelli

Insieme alle assessore dei Comuni di Isernia e Termoli, alla Prefetta Michela Lattarulo e alla consigliera delegata Stefania Passarelli c’erano ad ascoltare la presentazione delle attività tutte anche le professioniste e le volontarie di Liberaluna che per undici anni hanno collaborato con il Cav privato. Che ora continuerà a coesistere con quello pubblico, sempre gestito da Liberaluna che non sarà solo a Campobasso ma anche a Isernia, Termoli e prossima apertura anche a Campomarino.

Ma ascoltiamo tutto dalle stesse parole di Maria Grazia La Selva, coordinatrice di tutti i Cav presenti sull’intero territorio regionale.

Molte saranno le nuove attività previste da Liberaluna. Tra queste corsi di autodifesa ma anche aiuti per 8 donne divise tra i vari Cav che dovranno prendere la patente di guida.

Le donne saranno accompagnate nei loro percorsi di autonomia anche indirizzandole a formarsi per lavorare. Dalla scrittura di un semplice curriculum all’ alfabetizzazione digitale, perché sì esistono ancora donne che non sanno usare un computer.

Ma sono previste anche cose più leggere, come una parrucchiera che le coccola regalando loro una piega ai capelli.

Manca una visione di recupero psicologico. I Cav non forniscono ancora un servizio continuativo che permetta alle donne di seguire terapie lunghe.

Non si parla nemmeno di educazione sessuoaffettiva. Per la consigliera delegata Passarelli non è una priorità.

Ma noi lo ricordiamo: se non si educano i più piccoli è difficile sradicare la violenza.