Responsible, mentre a Campobasso sedici lavoratori restano a casa a Rimini esplode il caso La Gaiofana

Continua il presidio dei lavoratori del servizio mensa del Responsible di Campobasso. Sedici lavoratori che hanno perso il posto.
I sindacati Filcams, Fisacat e UILTuCS hanno chiesto a politica e stampa un gesto di vicinanza.
“Proprio per tale motivo- si legge in una nota- pur essendo a conoscenza degli innumerevoli impegni di ciascuno dei destinatari, Filcams, Fisascat e UILTuCS chiedono a tutti i rappresentanti della politica molisana, in ogni sede ed Istituzione, in ogni ordine e grado, nessuno escluso, di dedicare un’ora del proprio tempo – lunedi 8 settembre (oggi ndr) nei pressi del’ingresso del Responsible Research Hospital in Campobasso dalle ore 11.00 alle ore 12.00 – per ascoltare le ragioni, il dramma e l’incubo che stanno vivendo i 16 lavoratori che hanno perso l’occupazione.
Filcams, Fisascat e UILTuCS specificano che non ritengono che si tratti di una questione di deleghe o di competenze ma proprio di una questione di civiltà umana e di necessario sostegno a questi lavoratori
Le scriventi e i lavoratori coinvolti vi aspettano numerosissimi.
La presente vale anche come convocazione di conferenza stampa rivolta agli organi di stampa regionali e nazionali”.
E se la situazione di Responsible è delicata qui a Campobasso, non dimenticando che gli stipendi degli ultimi due mesi sono arrivati ai lavoratori in due tranche, le notizie che arrivano da Rimini sono tutt’ altro che confortanti.
La compagine romagnola, che milita in Serie C nel girone del Campobasso ha preso 11 punti di penalità per il mancato pagamento degli stipendi dello scorso campionato.
Ora sempre da Rimini arrivano notizie sul centro la Gaiofana. La fonte è sportUp Rimini.
“Abbiamo letto le dichiarazioni di questa conferenza stampa blindata. Come avevamo preannunciato- si legge sul post- nulla di nuovo che non avessimo già scritto ampiamente. Quindi abbiamo fatto bene a non andarci.
C’è un solo punto dove vogliamo soffermarci: “Abbiamo firmato un preliminare per l’acquisto del Centro sportivo…”, ha detto la Scarcella.
Abbiamo sentito bene? Allora sarà il caso che si dotino di buoni avvocati, sia la Building Company, che ha acquisito il centro, che la Responsible Spa, perchè il contenzioso sarà matematico. Ricordiamo infatti che il Centro sportivo è un bene (anzi, un’opera di lavori) in concessione dal Comune, su cui Responsible Spa ha vinto un bando pubblico di gara del Comune di Rimini (per 3,660 mln di euro) e su cui (essendoci un ulteriore fondo Pnrr di 1,4 mln in ballo) c’è pure un doppio controllo pubblico. Non è un bene privato che si può tranquillamente compravendere tra privati. E non è neppure un ramo d’azienda di Responsible Spa. E men che meno la fontana di Trevi che Totò nel famoso film comico voleva vendere a un turista.
Se poi ci fosse davvero un contratto preliminare firmato, senza che il Comune ne sappia nulla, ci potrebbe essere anche dell’altro da verificare (riguardo la responsabilità pre-contrattuale).
Per chi volesse rileggere le puntate precedenti, ci fermiamo all’ultima, che SportUp ha spiegato martedì scorso, 3 giorni fa, dando proprio notizia della diffida inviata dal Comune a Responsible Spa per pagare la tranche da circa 700mila euro alle ditte esecutrici e far riprendere i lavori, rispettare i tempi del cronoprogramma fissati dal Pnrr. Altrimenti passerà a escutere la fidejussione rilasciata da Responsible Spa al momento della concessione, a quel punto pronto a finire direttamente i lavori estromettendo dall’opera la società di Petracca.
Ora scopriamo che questo delicatissimo passaggio istituzionale avveniva mentre c’era chi stava firmando un preliminare di compravendita di quell’opera (ancora da completare) in concessione, tra privati, senza che il Comune ne sapesse nulla ufficialmente. Siamo oltre la follia. Ci fermiamo qui.
Saluti a tutti”.


