Responsible, chi vuole davvero la verità sulla clinica Italo Svizzera? Ecco tutte le posizioni dello scacchiere regionale

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Mese bollente quello di agosto soprattutto dal punto di vista sanitario. A tenere banco è la situazione di Responsible Research Hospital.

Nella serata di venerdì si chiude il cerchio con una dichiarazione di Roberti, il quale sostiene che dopodomani, 6 agosto, è in programma una call conference con l’imprenditore Joe Mansueto per fare il punto sulla reale situazione della struttura sanitaria che ha sostituito il Gemelli a Tappino. Sarà focalizzata l’ attenzione sul futuro dell’azienda, per tutelare i dipendenti della struttura.

Roberti ha anche sostenuto una cosa fondamentale: se Responsible ha difficoltà a pagare gli stipendi, ci si deve domandare se l’azienda sia ancora in grado di offrire le prestazioni in convenzione demandate dalla Regione Molise attraverso l’ accreditamento.

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Roberti ha anche aggiunto che sono state regolarmente pagate le prestazioni nei limiti di spesa degli anni 2020, 2021,2022, 2023 e 2024 ad eccezione della somma relativa alla mobilità che viene saldata in sede di compensazione.

Inoltre si sta pagando più di 500mila euro per la radioterapia ed è stato pagato quanto previsto dai contratti, compresa la garanzia del 5%.

Fin qui il presidente della Regione. Ma quello che è evidente è il diverso approccio da parte delle opposizioni al tema.

I consiglieri regionali Massimo Romano e Andrea Greco ci vogliono vedere chiaro. Vogliono conoscere la reale situazione di Responsible chiedendo una audizione congiunta dei responsabili di Responsible coi presidenti della prima e della quarta commissione in consiglio regionale.

Certo Romano non si aspettava che l’incontro di Roberti si dovesse tenere con Joe Mansueto ma con chi ha gestito la struttura, ossia con Stefano Petracca e la moglie Stefania Di Salvo, ormai nell’occhio del ciclone per aver consumato traversie economiche anche alla gestione del Rimini calcio.

Intrecci di cui si viene a conoscenza, soltanto tramite inchieste della stampa nazionale, in una situazione che appare sempre più confusa e opaca.

E il Pd? Al Pd sembra non interessare conoscere i segreti di questa gestione italo Svizzera. Non si mette veramente in discussione quanto fatto negli anni da ex Gemelli e Petracca ma si attacca la Regione accusandola di non aver rispettato gli impegni presi.

“Quando una Regione smette di rispettare gli impegni presi, non solo sul piano politico ma anche su quello giuridico- sostengono i consiglieri regionali Facciolla, Salvatore e Fanelli- viene meno alla propria funzione istituzionale. In questo momento la Regione Molise non sta dimostrando di essere un interlocutore affidabile, né verso i cittadini, né verso chi, come Responsible, ha erogato prestazioni salvavita dal 2019 in base ad accordi formalizzati e oggi completamente disattesi”.

Il Pd pensa a due scenari che la dicono lunga: “la Giunta ci dica con chiarezza che tipo di sanità vuole: un sistema integrato pubblico privato efficiente e giusto? O una sanità pubblica abbandonata, paralizzata dalla burocrazia e dalla paura di decidere? Oggi é tutto fermo, i cittadini restano senza risposte e i lavoratori senza tutele”.

Al Pd proprio non viene in mente che si dovrebbe salvaguardare la sanità pubblica e renderla di qualità. L’ alternativa al pubblico che funziona male non può e non deve essere soltanto un sistema integrato pubblico privato che funziona.

Ma la linea Pd era già chiara sulla rete Ictus. Quando il consigliere Facciolla ha scelto di andare via dal Consiglio e non votare le mozioni di Romano.

E l’ assessore Iorio? Promette soluzioni che dovrebbero arrivare sostenendo che la regia pubblica della sanità non va abbandonata. A quando una sanità pubblica di qualità? Ai posteri l’ardua sentenza sentenza.