Requiem eterno per la sanità molisana. Il tavolo tecnico: commissariate l’Asrem

Il suggerimento arriva dal verbale del tavolo tecnico sulla sanità. È stato formulato dai burocrati della sanità romana durante la riunione del maggio scorso.
Si tratta di aggiungere un ulteriore commissariamento alla sanità molisana: questa volta toccherebbe all’ Asrem gestita da Giovanni Di Santo ora e nei tempi del Covid da Oreste Florenzano.
La motivazione ufficiale sarebbe che i conti non tornano. Tutto questo oltre la chiusura dei reparti. In pratica la sanità pubblica molisana sarebbe completamente nelle mani di Roma, probabilmente a vantaggio di quella convenzionata. Ma questo resta tutto da vedere.
La palla passa a Bonamico e Di Giacomo che sono stati chiamati ad acquisire tutti i verbali relativi alle retribuzioni dei primi sei mesi dell’ anno, dei medici in servizio.
Sotto accusa dei funzionari romani sembrerebbero essere i turni aggiuntivi di chi spesso i medici .
Con una Asrem commissariata, ci si può giurare, si assisterebbe al requiem eterno della sanità pubblica molisana, dopo il Commissariamento della politica avvenuto nel lontano 2009, ossia sedici anni fa.
Altro che riacquistare l’autonomia in campo sanitario. L’ effetto del commissariamento di Asrem significherebbe che Roma deciderebbe anche quali e quanti medici occorrono. E taglia taglia a noi cittadini non resterebbe che un mezzo ospedale come sostenne anni fa il senatore Luigi Di Marzio.
Tutto per avviare un’azione di ripianamento del debito, nonostante le risorse aggiuntive che sono state stanziate dal governo.
L’Azienda Sanitaria ha il ruolo di gestore, mentre la struttura commissariale ha il compito di programmazione, verifica e controllo. Il tavolo tecnico vorrebbe che anche la gestione passasse nelle mani dei commissari.
Nel verbale viene sottolineata anche la necessità di chiudere un’emodinamica e un punto nascita tra il Veneziale di Isernia e il San Timoteo di Termoli.


