Regione Molise, Romano: Lotito nel paese delle meraviglie

Il 19 marzo scorso, nel pieno della campagna elettorale per il SÌ al referendum, il senatore Lotito prometteva da Isernia urbi et orbi che l’inserimento e l’approvazione del famigerato “emendamento Molise” nella legge di conversione del decreto PNRR era cosa fatta, e a chi gli faceva sommessamente notare che era stato già dichiarato inammissibile, replicava garantendo che sarebbe stato riproposto e persino “segnalato” dal Governo tra quelli prioritari.
Nel testo A.C. 2807-A approdato ieri alla Camera dalla Commissione, invece, di questa norma non c’è traccia, e non compare nemmeno tra gli emendamenti riproposti direttamente in Aula su cui è stata posta la fiducia. In breve, a meno di sorprese eclatanti dell’ultimo minuto (auspicabili ma francamente remote), anche stavolta per il Parlamento e il Governo il Molise può attendere.
Siamo al 9 aprile e, come ampiamente previsto, del bilancio di previsione non c’è ancora neanche l’ombra, risultando sempre più concreto il pericolo di “bucare” la scadenza inderogabile del 30 aprile, con conseguente rischio “scioglimento” della Regione ai sensi dell’art. 126 della Costituzione (che, a questo punto, francamente non credo sarebbe un male…).
Tra una telefonata notturna con la Meloni e un vertice al Ministero con Salvini, voglio augurarmi che Roberti trovi il tempo e il modo di pretendere anche qualche fatto concreto, oltre alle bufale che da Roma ci rifilano da anni.
Massimo Romano Costruire Democrazia


