Regionali Veneto, Campania e Puglia: vince l’astensionismo e la disaffezione alla politica. Governatori Stefani, Fico e Decaro

I risultati ufficiali parlano della vittoria del leghista Alberto Stefani in Veneto, di Roberto Fico in Campania e di Antonio Decaro in Puglia.
Praticamente la conferma, anche se con nomi diversi, delle elezioni precedenti del 2020 quando in Veneto vinse Zaia, in Campania De Luca e in Puglia Emiliano.
In realtà non ci sarebbe niente da gioire. Né per Meloni in Veneto e neppure per Schlein in Campania e in Puglia.
Perché la reale vittoria, come è avvenuto in precedenza nelle altre regioni dove si è votato nel 2025 è stata del partito dell’ astensionismo.
Il crollo maggiore dell’ affluenza in Veneto dal 61,16% del 2020 al 44,64% di oggi, in Puglia si arriva addirittura al 41,83% contro il 56,43% del 2020. Più contenuto il risultato della Campania che scende dal 55,62% del 2020 fino al 44,06% di oggi.
A Napoli città però sono andati a votare meno di 4 partenopei su 10.
Su questo dato bisogna riflettere. Tra le tre regioni al voto si registrano milioni di persone che hanno scelto di stare a casa piuttosto che andare a votare. E non c’è mare che tenga. Non siamo né in primavera e nemmeno in estate.
Semplicemente i partiti non attirano più il popolo. E non dipende soltanto dalla crescente povertà che sfiducia la gente. Ma anche dalle tante fake news che circolano sul web. Non vengono filtrate bene e per questo motivo vengono credute dal popolo che sceglie di non recarsi alle urne.
Insomma non ha vinto nessuno. Inutili le gioie molisane dei consiglieri regionali Gravina e Fanelli per i risultati di Campania e Puglia. Quei 60% sul 40% non valgono nemmeno il 25%.
Decaro e Fico quindi, come Stefani in Veneto, governano con il sostegno di un cittadino su 4 della loro regione.
Per questo non vale nemmeno la pena vedere i dati partito per partito. La politica ha perso e ha vinto la sfiducia dei cittadini.
Mettere un quorum di validità anche alle elezioni? Sarebbe una idea. Ma ci vogliono partiti che sappiano parlare ai loro popoli. Altrimenti la disaffezione al voto aumenterà di elezione in elezione.


