Regionali 2023, il Pd ha una sola chance per riscattarsi: allearsi con il 5 stelle e sbarazzarsi del terzo polo

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È ancora caos all’interno delle coalizioni che dovranno schierarsi per le regionali in Molise nel 2023.

Soprattutto in casa Pd che è chiamato a fare la scelta delle scelte: o con Patriciello e il grande centro, oppure con il Movimento Cinque Stelle tentando di mettere fine a un potere che è stato sempre presente al di là della coalizione vincitrice.

É ormai storia che sia la candidatura di Paolo Di Laura Frattura nel centrosinistra del 2013, che quella di Donato Toma nel 2018 sono state scelte dall’ europarlamentare venafrano.

Oggi quindi bisogna decidere se vincere o se continuare, magari anche dall’opposizione, a foraggiare il sistema vigente in Molise, come è avvenuto negli ultimi anni.

Una via maestra ci sarebbe ed è stata tracciata dai risultati delle elezioni politiche del 2022. Pur tenendo conto che ogni elezione è storia a parte, e che alla regionali più che il simbolo sono importanti le persone che comporranno le varie liste, esiste uno storico recente che non può essere ignorato dal PD.

Alle politiche del 25 settembre 2022 il centrodestra di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Toti- Udc ha ottenuto il
55.472 voti per , pari al 42,9%. A seguire, 31.441 (24,3%) per la lista Mov. 5 Stelle e 30.189 preferenze per il Centrosinistra composto da PD, Alleanza Verdi e Sinistra, più Europa e Impegno Civico Luigi Di Maio (23,4%).

Da considerare che Più Europa e il Partito di Di Maio, che nel frattempo sono quasi scomparsi anche a livello nazionale, in regione avevano candidato persone non molisane.

A centro Azione Italia Viva ha ottenuto il 4,8% con 6250 voti.

Tenendo in considerazione che il sistema elettorale della Regione Molise è a turno unico, e quindi basta anche un solo voto in più per ottenere la vittoria, è chiaro che il centrosinistra, se somma i voti con il Movimento Cinque Stelle otterrebbe un 47,7 che è di gran lunga superiore al 42,9 del centrodestra.

Invece se si unissero con Azione Italia Viva si raggiungerebbe un 28,2 delle preferenze che non basterebbe a vincere.

E ci sarebbe da tenere conto che i rametti del centrosinistra potrebbero anche non entrare in una alleanza che sa di centro.

Quindi l’unica scelta vincente per il Pd potrebbe essere numericamente l’ alleanza con il Movimento Cinque Stelle per governare.

Andare diversamente significherebbe soltanto tutelare dall’opposizione un sistema che non cambierebbe mai.

Ed è ormai noto che tra Movimento Cinque Stelle e Italia Viva esiste un veto reciproco che non permetterebbe nessun campo largo.