Referendum magistratura, le ragioni del sì e del no: giudici molisani a confronto nel dibattito su separazione delle carriere e sorteggio Csm nell’incontro voluto da Romano e Ruta

Nella giornata di ieri la Corte di Cassazione ha aggiornato il quesito referendario sulla riforma della magistratura che porterà al voto del 22 e 23 marzo.
Con molta probabilità potrebbe slittare, cosa che non dispiace al comitato del Sì.
Intanto oggi nella sala della Costituzione a Campobasso gli avvocati Massimo Romano e Pino Ruta hanno organizzato un confronto per illustrare, a parità di tempi, sia le ragioni del sì che quelle del no.


I giudici chiamati a dire la loro sui temi della separazione delle carriere e del sorteggio nei Csm sono stati tutti di altissimo livello.
Si tratta del magistrato Antonio Di Pietro per la fondazione Einaudi per il sì, il giudice della Corte D’Appello di Napoli Daniele Colucci anch’egli per il sì.
Per il no c’era il magistrato responsabile dell’ Anm Molise e presidente del Tribunale di sorveglianza Giovanni Fiorilli e la consigliera della Corte D’Appello di Roma Roberta D’Onofrio.
Un confronto franco senza esclusione di colpi che ha dato una visione della riforma più approfondita.
Si doveva parlare anche del ruolo dell’ Alta Corte, l’organismo disciplinare che verrebbe istituito con l’ avvento del sì ma per ragioni di tempo il confronto sul tema è stato rinviato.
Veniamo alle singole posizioni. Il sì di Di Pietro si articola così.
Antonio Di Pietro fondazione Einaudi per il sì.
Ieri la Corte di Cassazione ha riscritto il referendum. Potrebbe slittare il voto di qualche settimana. Meglio qualche giorno in più che in meno. Il magistrato ha il dovere di partire da un fatto vero. Voto sì ben sapendo che c’è prima del centrodestra questa riforma la voleva il centrosinistra. Nella maggioranza c’è chi pensa di avere vantaggi ma potrebbe ricevere svantaggi. La riforma della giustizia non ci azzecca con la riforma della magistratura. Questa riforma non cambia la Costituzione.Fatta nel 48 e aggiornata nel 1989.
La parità tra accusa e difesa è a chiacchiere. Il Giudice dev’essere il controllore del Pm non il collega. Solo così si garantisce la parità e il giusto processo. L’arbitro deve fare l’arbitro e il giocatore deve fare il giocatore.
SORTEGGIO
Ancora più autonomia della magistratura. Sono convinto che Anm è una organizzazione equilibrata ma si é creato un correntismo esasperato. Al proprio interno ci sono delle distribuzioni nel CSM simili alla politica. Il sorteggio annulla tutto questo. Il CSM non è un organo di rappresentanza ma di garanzia. Voto sì per togliere il correntismo.
Quello di Colucci è invece così articolato
Daniele COLUCCI Consigliere Corte d’appello di Napoli
La Costituzione vigente limita l’autonomia dei magistrati più della nuova
SORTEGGIO
È il cuore della riforma. Non ho mai avuto problemi col CSM. A volte ci sono lottizzazioni eccessive. Il CSM è organo di autogoverno. Viene eletto perché si dà una impronta politica. Con il sorteggio si possono creare equilibri di genere e territorialità. Chi sta ora dentro il CSM è chi ha più voti e quindi non rappresentano le competenze.
Un appello e un amore per la Costituzione è stato dimostrato dal giudice Fiorilli.
Giovanni Fiorilli per il no. ANM E PRESIDENTE del tribunale di sorveglianza.
Non è un referendum politico ma la Costituzione che lascerete ai vostri figli. Quella del 48 è una Costituzione di tutti tranne che dei fascisti. I magistrati per il sì sono quelli che hanno avuto aspettative di carriera deluse.
Se passa il sì la polizia giudiziaria non riferisce più al Pm le sue risultanze ma lo farà quando gli pare e piace. La riforma non è un discorso politico ma il centrosinistra non voleva né il sorteggio né lo spacchettamento del CSM. Questa volta niente quorum quindi bisogna andare a votare. Oggi il pm non ha più potere della difesa.
Salvino chiesta la condanna, assolto. Del Mastro chiesta assoluzione, condannato
SORTEGGIO
Il comitato per il sì sono 35 in servizio e 15 in pensione. Non è vero che la magistratura é spaccata. I corpi intermedi esprimono le persone. Negare spazio alle correnti è togliere spazio alle persone. Il principio della rappresentatività vale per la politica e per la magistratura. La persona é al primo posto nella nostra Costituzione. Il sistema Palamara senza la politica non sarebbe stato possibile.
La magistrata Roberta D’Onofrio ha così motivato il suo no.
Roberta D’Onofrio Corte D’APPELLO DI Roma
Ci deve essere contrapposizione dialettica. Sono contraria alla separazione delle carriere. Il passaggio delle funzioni avviene una sola volta. E nello 0,8 % dei casi. Il 48% dei giudici smentisce le tesi dei Pm. La parità tra Pm e avvocato esiste nel giusto processo. Abbiamo ora tanti pm che chiedono assoluzione e archiviazione. Non esiste contaminazione culturale. Si introduce il termine carriere. Il pm col sì Sarà un accusatore che chiederà soltanto sentenze di condanna. E Sarà sì un carrierismo che non garantisce come il sistema attuale.
Lo spacchettamento del CSM raddoppia i costi. In più ci saranno i costi dell’alta Corte. Col sì il parlamento stabilisce la priorità delle indagini.
Sorteggio
Proprio questo aspetto è lo sgretolarsi del sistema perché sarebb3 solo per i rappresentanti dei magistrati e non per quelli del parlamento. Non esisterebbe una proporzione numerica.
I magistrati non esprimono autogoverno? Per esprimere questo ci vuole l’elezione. Se si Costituzionalizza il sorteggio si eliminano le scelte. Andare a toccare questo crea un vulnus nella democrazia. Il CSM decide la vita del magistrato. Il correntismo è pluralismo delle idee. Anm é stata sciolta dal 1926 al 1945. Solo nel periodo fascista.
In sala ci sono stati anche altri interventi tra i quali quelli dell’avvocata per il no Iulia Iemma e del professor Giuseppe Iglieri. Per il sì lo scrittore Vinicio D’Ambrosio che è stato protagonista di un botta e risposta con la magistrata D’Onofrio.
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