Referendum magistratura, la Cgil: dire No è una questione politica che riguarda cittadini e lavoratori

Scritto da
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Un Referendum che nasce tecnico, quello sulla Riforma della magistratura, ma che poi non ha potuto fare a meno di trasformarsi in politico.

È l’estrema sintesi di quanto emerso questa mattina nell’incontro informativo promosso questa mattina dalla Cgil Molise con suo segretario Paolo De Socio e con le conclusioni di Sandro Del Fattore, della segreteria nazionale del sindacato.

I due esponenti del sindacato, prima del convegno, in una breve intervista ci hanno spiegato come votare no è importante anche per i diritti dei lavoratori e in generale per quelli sociali e civili compresa anche la deriva dell’informazione che, lottizzata dal Governo, non fa altro che proporre le veline di Meloni e Nordio nelle principali edizioni dei TG

Pubblicità

Ospite della Cgil quasi tutto il centrosinistra molisano. A partire dalla Sindaca di Campobasso Maria Luisa Forte ai consiglieri regionali Alessandra Salvatore, Angelo Primiani, Roberto Gravina, Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla.

Massimo Romano ha dovuto rinunciare alla presenza per impegni concomitanti ma ci ha tenuto ad essere presente sul manifesto, come sottolineato dallo stesso Paolo De Socio.

C’erano anche Bibiana Chierchia di Ali, Loreto Tizzani di Anpi, il professore di storia Giuseppe Iglieri e l’avvocato Ugo D’Onofrio.

Tutti a testimonianza che ormai non si tratta più soltanto di una discussione di carattere tecnico. Ma soprattutto politico, considerando il tipo di campagna elettorale di chi vota sì, sostenendo che vota no chi vorrebbe le aggressioni dei poliziotti durante le manifestazioni.

“Questa riforma- ha sottolineato in particolare Ugo D’Onofrio del Comitato Giusto dire no- da giuridica sta diventando politica ed è pericolosa anche in vista di un possobile premierato. I nostri costituenti hanno impiegato due anni per scrivere la Costituzione, ha continuato e ora questa si riforma si basa su Palamara, quello cacciato a calci nel sedere dai colleghi giudici e punito con due anni di reclusione. Lui e il giornalista Sallusti da poco uscito dai domiciliari”.

Per Iglieri “la riforma è scritta male perché l’unico obiettivo è politicizzare il sistema giudiziario. L’alta Corte è un qualcosa che ha a che fare coi tribunali militari. Un pericoloso progetto di erosione della democrazia”.

Concetto condiviso da Bibiana Chierchia di Ali la quale aggiunge “vorrei essere schedata da questo Stato illiberale” ricordando il sacrificio delle madri Costituenti per scrivere una Carta che viene poco applicata.

Tutti i consiglieri regionali hanno tenuto a mostrare la loro vicinanza e il ringraziamento alla Cgil per contrastare una riforma che peggiora la posizione dei cittadini.

“Far vincere il no- tuona Micaela Fanelli- significa non solo il foglio di via per il Governo nazionale ma anche per quello regionale”.

“La difesa della Costituzione- ha aggiunto Alessandra Salvatore- deve interessare qualunque cittadino non soltanto i tecnici. Questa è una riforma della magistratura senza alcun dibattito tra Camera e Senato”.