Referendum, la proposta di Controvento: abbattere il quorum per responsabilizzare il popolo al voto anche per quelli abrogativi

Il Referendum sulla Giustizia ha fatto riflettere anche per un dato che non vedevamo da anni, neppure alle elezioni politiche, regionali e comunali: 6 elettori su dieci, in tutta Italia, si sono recati alle urne.
Dopo tanti anni l’ astensionismo ha avuto la peggio. Le motivazioni sono state tantissime, ma una su tutte: la mancanza del quorum.
Rispetto ai referendum abrogativi, la cui validità è data dal 50% più uno degli elettori che si recano le urne, in quelli confermativi, come questo sulla giustizia, non c’era bisogno del quorum.
Sarebbero bastati anche solo tre votanti in tutta Italia e avrebbe vinto o il sì o il no.
È stato principalmente questo a spingere l’elettore medio alle urne: sentire la responsabilità di una scelta, pensare che il proprio voto conta.
Nel sistema del referendum abrogativo invece basta l’astensione per far rimanere tutto come sta. Insomma non recarsi alle urne equivale al no. Ed è per questo che, quando non si vuole abrogare una norma, si preferisce non recarsi alle urne.
Infatti al confermativo delle modifiche alla Costituzione che proposero Boschi e Renzi nel 2016 l’affluenza fu addirittura del 65% . E anche lì il quorum non era previsto e ci fu una vittoria del No del 59,12%.
Nel 2006 quando ci provò Berlusconi a cambiare la Costituzione i votanti furono il 52% con un picco di No pari al 61%.
A distanza di venti anni si riesce a dimostrare che quando si parla di Costituzione l’Italia risponde e lo fa in massa. Ma anche quando sa bene di poter incidere solo andando alle urne.
Vivendo Controvento ci chiediamo: ma se si abolisse il quorum anche per le consultazioni abrogative? Sicuramente i referendum avrebbero una partecipazione molto più alta e si ridurrebbe il rischio di sprecare il denaro pubblico per consultazioni che poi risultano non valide.
Si avvicinerebbero gli elettori alle urne, chiamati anche in quel caso alla responsabilità di decidere qualcosa di importante per il Paese.


