Referendum fallito, l’ affluenza si ferma al 30,5%. In Molise dato ancora più basso, i cittadini rinunciano al diritto di voto per risultati del passato disattesi

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I cinque refendum su lavoro e cittadinanza sono falliti. L’ affluenza alle urne in Italia si è fermata al 30,50%. Lontanissima dall’obiettivo del 50% più uno richiesti per far sì che le consultazioni fossero dichiarate valide. Il Molise si ferma al 27,2% dimostrandosi una delle regioni meno attente ai quesiti.

La responsabilità della sconfitta molisana è da imputare non soltanto ai partiti politici e ai sindacati che hanno lavorato ( Cgil e campo largo Pd- 5 stelle e Avs) ma anche alla mancanza di sensibilità dei cittadini che non hanno voluto dire alle urne che non volevano queste abrogazioni di legge.

C’è anche da dire che in Molise il lavoro non esiste e laddove esita è sempre precario e povero. Sarebbe dovuto essere questo il motore che avrebbe dovuto spingere a votare anche solo uno dei quesiti per riottenere uno dei 100 diritti che lo stesso PD renziano, senza nemmeno un’ora di sciopero da parte della Cgil di allora, ci ha propinato. I cittadini hanno detto che non ci credono più, preferiscono astenersi piuttosto che dire no. L’ultima volta che dissero di sì era il 2011 e si parlava di acqua pubblica. Referendum disatteso perché ora l’ acqua non solo è privata ma si paga a peso d’oro.

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