Referendum, ecco la pagella di Alternativa Molise

Anche nel piccolo Molise si consuma il grande flop del referendum. La sinistra poco credibile imperversa. E azzecca l’ennesima figuraccia. Insieme alla bandiera di quei sindacati di cui le colpe della politicizzazione sono state giustamente punite. Insieme alle ipocrisie delle contrapposizione di parte, alle finte paure del voto e del voto a tutti costi. Quesiti densi di tranelli antisovranisti e costituzionali, troppo articolati, apparentemente comprensibili, per certi versi pericolosamente contradditori, soprattutto distaccati dalle vere tematiche del lavoro stabile. Che paurosamente, diciamolo, manca. Alla faccia della costituzione. Che vede sotto gli occhi di tutti spaventosamente realizzarsi l’esodo demografico, la fuga dei giovani, la scarsa attrattiva socio-culturale, l’assenza di capacità di sviluppo, di visione futuristica concreta senza deliri. E protagonista una vecchia e apparentemente nuova banda bassotti di privilegiati feudatari e di famiglie di applausometri per chi appartiene alla casta di fancasinisti che alberga la gestione regionale. I cittadini ne hanno abbastanza. Non è un discorso di destra. Questi qui sanno fare il loro lavoro. D’altronde se il renzusconimo è durato trent’anni ci sarà un perché. La DestraSinistra è il male. Chi non se ne è reso conto è complice. Cosa si può fare? Se da un lato abbiamo rappresentato dignitosamente una soluzione, una esperienza parlamentare, una propulsione territoriale, un progetto innovativo, anche nell’ambito delle ultime proposte elettorali, noi di Alternativa Molise ci abbiamo provato. Abbiamo la coscienza pulita. Continueremo ad esserci. Perché le idee non hanno numeri. E la logica dei numeri dice male a chi se ne fa vanto a supporto di questo becero e insensibile sistema politico. Che è stato capace di politicizzare sindacati e persino questi referendum, non solo in questa occasione ma nel tempo. Quel tempo che ha posto in ginocchio le tematiche sul lavoro e sul programma globalista che ne rappresenta le basi prossime. E che scardina continuamente le nostre basi costituzionali di sovranità nazionale e popolare. Altroché garanzie grazie all’immigrazione e le sue disregolamentazioni, che persino le destre non arginano. Solidarietà piuttosto per i molisani. Che vengono continuamente spazzati via. Bisogna prendere atto che tutto ciò non funziona. Che viviamo una democrazia monca, distorta e alla deriva. La delusione per il fallimento degli ex Cinquestelle ( anche ex primo partito nel territorio), auspicandone l’estinzione, ha rappresentato il vero catalizzatore della restaurazione in corso. E ora? I cittadini sono stanchi di questo indegno teatrino, diffidenti e indifferenti. Non abboccano più così facilmente. Neanche ai falsi travestitmenti dei pseudoeroi di turno. Non c’è valore in questa rappresentazione. Bisognerebbe avere il coraggio di dire di smetterla di prenderci in giro. La disfatta per il referendum è una sconfitta per tutti. Per questa democrazia malata. E ammalata soprattutto da coloro che la amministrano e che hanno ammalato la coscienza e la consapevolezza dei cittadini. Bisogna auspicare che si taglino lo stipendio. Che la politica divenga oneroso servizio privo di privilegi e di costi pesanti. E allora forse i cittadini si sentiranno liberi di combattere per i valori sani e veri della costituzione. Ai Signori politici e dei trabocchetti pseudocivici diciamolo che sono uno spettacolo indegno. Diciamo di andare a casa. E di avere il coraggio viceversa di impegnarsi a cambiare le regole del gioco. Come la rappresentatività elettorale, la possibilità facilitata della partecipazione alle competizioni e il quorum e la trasparenza dei quesiti referendari. Allora forse si potrà tornare parlare di una base democratica e di partecipazione attiva e civile. Fino a prova contraria il sistema prima o poi imploderà sotto i colpi della scelta più sensata, che rimane paradossalmente quella di fare crescere il movimento del dissenso e dell’astensionismo razionale e consapevole. Alla faccia della repubblica democratica. Nessuna scelta è rischiosa e priva di coscienza. Nessuna scelta deve essere un azzardo, una scommessa o un misero contentino con cui arrangiarsi del meno peggio.
Il voto è una cosa seria.
NICOLA ZAGARIA
ALTERNATIVA MOLISE


