Referendum, ecco i dati definitivi e i primi commenti dei leader politici

I dati sono ormai definitivi: in Italia hanno votato il 30,59% degli aventi diritto.
Un dato che deve far riflettere perché si trattava di temi confusi e poco chiari (almeno quelli sul lavoro) che non hanno spinto il cittadino ad andare votare.
Il quinto, quello sulla cittadinanza, era quello scritto meglio e che gli italiani, che hanno paura di “nuovi connazionali che gli rubano il lavoro” , hanno deciso di non votare.
Ecco alcuni commenti dei principali leader nazionali.





“Il nostro l’obiettivo era raggiungere il quorum, è chiaro che non lo abbiamo raggiunto.
Oggi non è una giornata di vittoria.
Contemporaneamente gli ultimi dati ci dicono che sono oltre 14 milioni le persone che hanno votato nel nostro paese cui si aggiungeranno gli italiani all’estero: un numero importante, un numero di partenza. I problemi che abbiamo posto con i referendum rimangono sul tavolo”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in conferenza stampa dopo la chiusura dei seggi, nella sede del Comitato promotore per i referendum sul lavoro, dove ha atteso i risultati insieme al resto della segreteria confederale.
Magi: vince l’astensionismo organizzato ma noi non sconfitti
“Ha vinto l’astensionismo organizzato che si è fatto forte dell’astensionismo spontaneo e della mancanza di informazione ma non ci sentiamo sconfitti” perché “abbiamo rimesso al centro della discussione pubblica un tema che non c’era più: quello della riforma della legge sulla cittadinanza”. Lo ha detto il segretario di +Europa Riccardo Magi in una conferenza stampa al comitato per il quesito sulla cittadinanza.
Tajani: ‘Bisogna cambiare la legge sui referendum’
“Forse bisogna cambiare la legge sui referendum, servono probabilmente più firme, anche perché abbiamo speso tantissimi soldi per esempio per portare centinaia di migliaia, milioni di schede per gli italiani all’estero che sono tornate bianche”. Lo ha detto il vicepremier e il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg1. Poi per quanto riguarda le valutazioni di tipo politico, innanzitutto lo strumento del referendum per avviare iniziative politiche non si è risolto positivamente”, ha affermato.
“Intanto grande rispetto per chi è andato a votare perché è sempre una forma di partecipazione al referendum. Detto questo, è stata una sconfitta della sinistra e dell’opposizione che voleva tentare l’assalto al governo utilizzando il grimaldello dei referendum. La cosa è andata male, il governo si è rafforzato, l’opposizione si è indebolita”. Lo ha affermato il vicepremier e leader di FI Antonio Tajani, intervenendo al Tg1.
FdI alle opposizioni: ‘Gli italiani vi hanno fatto cadere’
“Avete perso”. È il messaggio a caratteri cubitali che sui social Fratelli d’Italia pubblica su una foto in cui sono schierati i leader dell’opposizione sostenitori dei referendum, Riccardo Magi, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Elly Schlein e Nicola Fratoianni.
“L’unico vero obiettivo di questo referendum era far cadere il Governo Meloni. Alla fine, però – si legge nel post sui social del partito della premier Giorgia Meloni -, sono stati gli italiani a far cadere voi”.
Zaia: ‘L’esito del referendum rafforza il centrodestra’
“Quello appena archiviato è stato un referendum pensato male, proposto peggio e terminato con un chiaro responso popolare: l’assenza di consenso. L’esito di oggi rafforza non solo la legittimità dell’azione di governo, ma anche la coesione e la credibilità della coalizione di centrodestra, che esce da questa prova ulteriormente consolidata nel rapporto con i cittadini”. Lo afferma il presidente del Veneto Luca Zaia, interpellato dall’ANSA sull’affluenza alla consultazione referendaria.


