Referendum e politica, l’editoriale della direttrice: si dimetta il centrodestra molisano

Quello che sta avvenendo a livello nazionale dopo la vittoria del No al Referendum costituzionale lo stiamo vedendo tutti.
Cambio al vertice del capogruppo al Senato di Forza Italia ( si dimette Gasparri per lasciare spazio a Stefania Craxi), dimissioni a cascata della ministra Daniela Santanché insieme a quelle di Del Mastro e Giusi Bortolozzi.
Meloni, per scaricare da se stessa la responsabilità, ha scelto chi dentro e chi fuori e guarda caso lei è dentro.
Durante la campagna elettorale per il no la consigliera regionale Micaela Fanelli del Pd aveva annunciato: una vittoria del No è un avviso di sfratto anche per la Regione Molise.
Purtroppo nessuno è stato conseguenziale: in Molise nulla si è mosso.
Nonostante Roberti abbia perso nella sua Termoli e anche la delegazione parlamentare molisana di Della Porta o Lancellotta sia uscita sconfitta nei comuni di origine.
Quello che ci si chiede: perché mai nessuno si stia muovendo per salvare se stesso. Come mai nessuno, anche all’interno del centrodestra, chieda le dimissioni dell’intera classe dirigente attuale
Né Roberti nei confronti dei Parlamentari e nemmeno loro nei confronti del presidente. E nemmeno le opposizioni tutte, che nonostante ci sia una udienza preliminare a suo carico da discutere entro il 9 luglio in Tribunale a Campobasso.
In Molise è tutto fermo. Anche grazie alle opposizioni che non premono affinché si possa arrivare a dimissioni e quindi a elezioni anticipate in Regione. Evidentemente sta bene così a tutti in un patto di centrosinistradestra che è già diventato palese in Comune a Campobasso.
Va tutto bene madama la marchesa? Certo che no. Per questo motivo dalle pagine di Controvento chiediamo come associazione le dimissioni di Roberti e della delegazione parlamentare.
Accadrà? Solo il tempo ci potrà dire quanto sarà mai realtà.


