Quarto incomodo, Alternativa Molise lancia la sua disponibilità in campo per le comunali di Isernia, aprendo a un vero dialogo civico dal basso

Scritto da
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Che ad Isernia tirasse una strana aria, quell’aria ‘kaddacagnaa’, dialettalmente, ne era già arrivata la sensazione. Sin dalla tenda di Castrataro mille polemiche, poi congiunzioni, discussioni consiliari e regionali, opposizioni critiche, ipotesi di strumentalizzazione e di becero narcisismo e populismo, tra intenzioni propedeutiche di riconferma in vista delle elezioni prossime e promesse di contesa e intese, soprattutto difesa della sanità pubblica, senza che, poi, una solo proposta andasse in porto. Nulla di sostanza. Ma come non condividere, almeno la forma. Alzate di mura commissariali e fraintendimenti duri, anche con la Asrem. Castrataro tra osanna, ottomila persone in piazza, esauste di un ospedale aperto ma chiuso di fatto, sanità pubblica depauperata e derubata. Conflitto di cartelli con la sanità privata, che imperversarono in tutta la regione e persino, oggi come pubblicità di offerte, all’interno e tra le mura amiche del Veneziale. Di questo auspicando abbiano, quantomeno, le autorizzazioni per farlo e non sia un gesto di violenza pubblicitaria, che circonda il Veneziale da ogni lato ed intorno. Ma un’aria brutta e strana ha alimentato, dopo tre anni di deleghe sulla sanità, l’esodo dall’amministrazione Castrataro, caratterizzandola da Scarabeo, suo assessore di ferro e di maggior portata di consenso, fino a Di Baggio, altro pezzo da novanta, fino a Falcione, Barone, Di Rollo e, in ultimo, il benevolo lascito della carica di assessore del consigliere Di Giacomo, nel nome e per conto di una nuova movimentazione civica, come bella tradizione della spinta dei funghi. In tanti sembrano aver abbandonato la barca. In tanti pensano che questa attuale amministrazione, che pare abbia goduto dei benefits proprio degli amici Iorio al ballottaggio in cui fu eliminato a destra il Tedeschi del camper girevole, debba terminare il suo mandato. La destra ulula, mentre allora andò disunita. Ma neanche tanto. Alcuni di noi, candidati e non, hanno illo tempore supportato quella coalizione costruita intorno a Castrataro, pare addirittura un anno prima, per riportare l’ingegnere alla terra di origine. Aveva una impronta civica, quando il fu Movimento Cinquestelle, volle sperimentare, in prima fase di crisi nel 2021, dopo il nuovo statuto a trazione Conte, lo spazio cosiddetto progressista. Si scopre che la candidatura Castrataro nuova di zecca non era e che il Movimento, non avendone più le caratteristiche, non potevo essere salvato da quella che invece era una strutturale deviante deriva nel centrosinistra, come fortemente ordito a Roma. Nulla di diverso, ma che, in quel tempo, poteva fare meraviglia. Alternativa Molise è nella logica più ampia, erede di quella esperienza parlamentare postcinquestelle. Non abbiamo accettato i compromessi all’interno del più ampio contenitore di Alternativa. Chi ci conosce, e sono in pochi, lo sa benissimo. Oggi la storia non sembra cambiare. Altro che vento di cambiamento. Sembra il mantra di chi non vuole cambiare nulla. Luca, figlio di Michele Iorio, di cui è lecito avere estrema stima, gode di una esperienza quasi di cinquant’anni di politica a tutto tondo. Noi non ci siamo mai pentiti di quella esperienza elettorale all’interno del Movimento. Ma molti di noi hanno scelto un’altra strada. Abbiamo ringraziato, è stato un onore. È stato un onore dare vita ad un cambiamento che c’è stato con Castrataro sindaco. Mancano tante cose. Si è usufruito del vantaggio delle risorse del PNRR. Si sono fatte tante cose buone. La sanità del Veneziale è rimasta in crisi, più di prima. Castrataro oggi tace, tra vivi che lo vedrebbero in staffetta più sulle regionali, in proiezione futura, e, addirittura, al parlamento. Abbiamo sentito Luca Iorio dire cose che ci hanno destato perplessità. Rappresenta un movimento civico apartitico, ma dichiaratamente nella disponibilità del centrodestra unito, anche vannacciano. Contemporaneamente chirurgo a Campobasso e project manager della Asrem al Veneziale, alla ricerca di un squadra di lavoro da pilotare. Lo abbiamo visto accanto a Brasiello, sindaco del centrosinistra, che aveva ricevuto all’epoca, un verosimile appoggio di matrice ioriana. In quella logica perversa della DestraSinistra, che noi di Alternativa reputiamo dannosa al popolo. In una logica di civismo becero e deviato, nonostante la gloriosa storia familiare. E gli abbiamo sentito dire che di sanità e di contrapposizioni con la Asrem, in fondo, un sindaco non dovrebbe occuparsi, volendo dare priorità alla sicurezza. Il tutto mentre i giovani da Isernia scappano, non vogliono sottostare alle logiche clientelari e non trovano futuro in una città martoriata, a specchio della regione. Queste dinamiche perverse, così aperte a tutto e tutti, di matrice di parte e familiari, hanno qualcosa che non torna bene. Castrataro dovrà scoprire le sue carte, prima o poi. Così come il patron del centrodestra. E poi c’è Emilio Izzo. Facce vecchie di un tempo vecchio, insomma. Se ne può parlare solo bene. Se non criticarlo per età, troppa vana e reclusa tenacia, nessuna continuità se non il rilancio ad ogni tornata; la mancanza di una visione di progetto sostanziale, aperto e di più ampio respiro. Nella mischia Alternativa Molise vuole fare la sua parte. Con l’unico progetto civico puro. Con un progetto e una visione chiare, con una necessità dal basso e di mettere insieme competenze, non una miscela esplosiva di destra e sinistra. Ci sarà anche la nostra disponibilità. Ma con tutte le nostre caratteristiche, le stesse di alcuni nostri candidati. E che caratterizzano un progetto, viceversa, aperto realmente al dialogo. Non quello della pOLITICA, con la p minuscola.

ALTERNATIVA MOLISE