Prostituzione sì o no? Il dibattito lo riapre la Lega Molise. Voi che ne pensate?

Una proposta che Salvini già aveva fatto durante la campagna delle politiche del 2018. Quindi il responsabile della sicurezza Giovanni Muccio non inventa niente di nuovo.
Non fa altro che adeguarsi ai dettami della Lega che sono gli stessi da sempre: lo sfruttamento del corpo femminile.
Perché la prostituzione questo è, anche quando è legalizzata come in Danimarca e in Olanda.
Dove le donne vengono messe in vetrina e comprate manco fossero un pezzo di carne da mangiare.
Ma tutto questo per la Lega va bene, basta che le strade sono pulite.
È un sistema al quale ci dobbiamo opporre strenuamente. Perché anche quando la donna si vende da sola, senza papponi, rischia quotidianamente lo stupro a pagamento.
In primis pagare il consenso a un rapporto sessuale che altrimenti non sarebbe mai concesso, già di per se è stupro.
In secundis anche se il consenso viene in prima battuta espresso, la donna lo può ritirare a qualsiasi momento. Oppure dire sì a certe pratiche sessuali e no ad altre. E se queste altre vengono poi imposte dal cliente il rapporto diventa stupro.
Basti ricordare il caso di Marinalva Costa Silva, la prostituta uccisa a Isernia nel 2009 perchè Ignazio Fortini non era soddisfatto della prestazione ricevuta.
E poi non è nemmeno vero che la prostituzione è legale in tutta Europa. Nei paesi nordici, Svezia e Norvegia, vige il sistema abolizionista: multe ai clienti che vengono beccati alla ricerca di prostitute.
La domanda si è abbassata moltissimo e quindi anche l’offerta. Per questo motivo le strade sono sicure e anche le donne.
Ma cosa propone Muccio, il poliziotto in pensione ora militante della Lega?
“È arrivato il momento di affrontare con coraggio e realismo il tema della regolamentazione della prostituzione- si legge in una nota-
Come responsabile del Dipartimento Sicurezza e Immigrazione Lega Molise, ritengo che l’Italia non possa più continuare a “fare come lo struzzo”, nascondendo la testa sotto la sabbia davanti a una realtà evidente, che si svolge ogni giorno nelle nostre città, sui siti web e sui giornali.
Ignorare questo fenomeno significa lasciare spazio alla criminalità organizzata, alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento delle donne e degli uomini più fragili.
Serve una legge chiara, moderna e di buonsenso che riporti ordine, sicurezza, salute e legalità in un settore oggi completamente sommerso.
La Lega per Salvini Premier , a livello nazionale, ha già espresso la volontà e convinzione di ritornare a discutere una legge che regolamenti l’attività di prostituzione volontaria e consapevole, prevedendo: ”controlli sanitari periodici, per tutelare la salute pubblica; registrazione fiscale, con il pagamento delle imposte e dei contributi previdenziali come per ogni altra attività autonoma; spazi autorizzati e sicuri, per restituire decoro urbano e contrastare l’illegalità; sanzioni severissime per chi sfrutta, induce o traffica esseri umani.
Regolarizzare questa attività significa anche creare decine e decine di migliaia di nuovi posti di lavoro, diretti e indiretti: non solo per chi esercita, ma anche per personale sanitario, addetti alla sicurezza, amministratori, manutentori, addetti alle pulizie e alla gestione delle strutture.
Inoltre, lo Stato incasserebbe miliardi di euro di gettito fiscale che oggi finiscono nelle mani della criminalità.
È un approccio concreto e di buonsenso: più sicurezza, più legalità, più risorse per la collettività.
In molte nazioni europee la prostituzione è già legale e regolamentata, e i risultati parlano chiaro: maggiore sicurezza, meno sfruttamento e nuove entrate per lo Stato.
Mi riferisco a Paesi come Germania, Paesi Bassi, Svizzera, Austria, Grecia, Danimarca, Ungheria, Repubblica Ceca ed Estonia, dove l’attività è riconosciuta come lavoro regolare, con tassazione, controlli sanitari e protezione sociale.
Mentre queste nazioni hanno saputo trasformare un problema in una risorsa, l’Italia resta ancorata a una legge del 1958, la cosiddetta Legge Merlin, ormai superata dai tempi e dalle realtà sociali.
È il momento di guardare all’Europa che funziona, quella che mette in sicurezza i cittadini e non teme di affrontare i problemi con realismo.
Regolamentare non significa incentivare la prostituzione, ma difendere chi la esercita liberamente e colpire chi sfrutta.
Significa proteggere la salute, garantire la sicurezza e far emergere un’economia sommersa, restituendo dignità e trasparenza.
Io credo che il Molise, come il resto d’Italia, debba sostenere con forza questa battaglia di legalità, sicurezza e civiltà.
È una scelta di responsabilità verso i cittadini, verso chi lavora e verso lo Stato stesso”.
E voi come la pensate?


