Prodi, Donzelli e il caso Agnone: quando i politici ci considerano nemici

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La cosa che nessuno sta dicendo, o almeno solo in pochi, che la politica tratta come servi oppure maltratta i giornalisti che a suo dire ” non sono telecomandati” e non fanno le domande che a loro piacciono.

È il motivo per cui a intervistare queste persone che ci dovrebbero rappresentare bisogna andare preparati. E anche qui, come direbbe Alternativa Molise, è una questione di sinistradestra o destra sinistra.

L’ultimo fatto in ordine temporale è quello di Prodi che addirittura si permette di “tirare i capelli” alla collega di Mediaset che si permette di fare una domanda a lui sgradita.

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Pertinente o meno con l’intervista la giornalista di mediaset, come si vede nel video, ha citato un passaggio del manifesto di Ventotene sulla proprietà privata chiedendo a Prodi cosa ne pensasse.

Ora pertinente o no la domanda lui non doveva permettersi di toccare la collega. E non soltanto perché è donna. Ma perché stava svolgendo il proprio lavoro.

Che i politici ci considerino dei nemici lo confermano anche i ministri Giorgetti e Abodi ( stavolta di destra) che ieri ad Agnone si sono sottratti alle interviste dei colleghi presenti sul posto. Arrivati appositamente per fare il loro lavoro.

In passato anche Giovanni Donzelli di Fratelli d’ Italia insultò Giovanni Salvini del Fatto Quotidiano dicendo ” con quel pezzo di m non ci parlo e finchè c’ è lui non parlo”.

Mario Landolfi, ex ministro delle comunicazioni del Governo Berlusconi addirittura schiaffeggiò un collega.

Tutto questo dimostra che non importa il colore politico ma l’odio verso i giornalisti è bipartitisan.

A meno che si faccia i giornalisti di regime che accontentano il politico nelle sue richieste.

Ma noi siamo definiti da sempre il quarto potere e quello politico non potrebbe e soprattutto non dovrebbe influenzare il nostro lavoro.

Chi lo consente non fa un buon lavoro. E lo fa anche male. Ci vorrebbe maggiore tutela da parte delle associazioni di categoria.

Anche se l’ordine dei giornalisti si è espresso in realtà ma solo per mettere tutti sullo stesso piano. Togliendo la gravità maggiore del caso Prodi che, lo ricordiamo, ha l’ aggravante di aver usato espressioni di spiegotto maschilista a una donna che è stata presa per i capelli.

Ecco l’intento del presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Bartoli su episodi Prodi e Donzelli

“I giornalisti esigono rispetto, è il momento di mettere fine una volta per tutte a comportamenti inaccettabili. Non si possono tirare i capelli ad una cronista. Non si possono lanciare insulti volgari e triviali o chiedere l’allontanamento di un giornalista. Quelli recenti di Prodi e Donzelli non sono episodi isolati, ma il frutto di una tendenza a considerare i giornalisti come nemici e a non rispettare dignità e professione. Il nostro compito è quello di garantire innanzitutto il diritto dei cittadini ad essere informati. La simpatia è un requisito che si richiede ad altri mestieri.”