Primo giorno di scuola, torniamo a navigare sul web coi mezzi del giornalismo classico

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Rieccoci qui. A navigare Controvento. Il progetto non cambia nella sua sostanza. Resteremo gli stessi di ottobre 2022.

Quando ci siamo affacciati la prima volta sul panorama dell’informazione molisana e nazionale. Abbiamo deciso come Associazione di fare un passo importante, l’iscrizione al registro operatori della comunicazione ( Roc).

Dopo tante peripezie burocratiche abbiamo ottenuto questo traguardo il 3 settembre di quest’ anno. Perché farlo? Semplicemente per essere a tutti gli effetti un giornale e non essere confusi con un blog. Crediamo nel giornalismo serio e professionale e, sinceramente, non ci andava più di essere confusi con altro nel mare magnum della rete.

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Ricominciare il primo ottobre ha un significato particolare. Era il primo giorno di scuola di chi metteva la prima volta il grembiule negli anni in cui il web non esisteva neppure. Erano gli anni 60-70. Quando i nostri genitori andavano in edicola e compravano anche 7-8 quotidiani per informarsi ed approfondire ciò che accadeva nel mondo. Il web oggi è una scelta obbligata ma possiamo decidere di creare un web di approfondimento non per forza di corsa alla notizia.

Elaborarla con i nostri mezzi e i nostri tempi. Andando ControVento anche in questo. Abbiamo scelto di tornare a navigare quando avremmo avuto i mezzi per farlo. Ora ci sono e siamo pronti al viaggio. Avremo nuovi collaboratori e nuove rubriche che presenteremo un po’ alla volta. Affronteremo diverse tematiche.

Ma facciamo un refresh della nostra mission per chi non ricorda.

Abbiamo scelto un nome che già da solo vale dovrebbe spiegare quello di cui ci andremo ad occupare. Controvento perché? Sarà una domanda che voi lettori vi farete e che anche la sottoscritta si è posta nel momento della scelta del nome. Perché cercheremo di dare, per quanto possibile, una informazione alternativa a quella esistente.

Con un taglio giornalistico particolare. Non quello della ricerca esasperata del clic, che pone spesso il giornalismo in una posizione non di pura informazione ma in quella di trovare il punto della notizia che scatena la pancia del lettore, qualche volta dimenticandosi non delle regole deontologiche ma del rispetto dei protagonisti della notizia.

Della notizia andremo a cercare un aspetto di cui il mainstream si occupa poco o non si occupa affatto. O per motivi di opportunità o perché indirizza in quel modo la sua sensibilità.Cercheremo quell’aspetto particolare che però interessa a quella parte di popolo alla quale ci rivolgeremo.

Avremo anche il coraggio di andare controVento scegliendo notizie scomode. Ampliando così l’offerta culturale già esistente.Saremo un giornale che si occupa prevalentemente di politica, di problemi sociali, di lavoro e anche di cultura.

Politica per stimolare quella voglia di partecipazione necessaria affinché non sia ella stessa ad occuparsi di noi. Cercheremo di entrare nelle situazioni che possono essere favorevoli o contrarie all’interesse popolare.Per quanto riguarda il lavoro invece al centro della nostra informazione saranno i disagi di tutte quelle classi sociali che con esso si guadagnano da vivere. Spazio alle lotte di chi si vede tolti i propri diritti. Di chi viene discriminato sul posto di lavoro per qualsiasi motivo. Saremo vicini agli ultimi. Quelli che lo sono sempre stati e quelli che lo stanno diventando grazie alla crisi energetica e alle guerre in atto in tutto il mondo. Non solo quindi il conflitto tra Russia e Ucraina, che rischia di trasformarsi nella terza guerra mondiale.

Un buon organo di informazione è quello che promuove la cultura in ogni sua forma: dai libri alle opere pittoriche passando per la musica. Ma senza dimenticare alcune manifestazioni legate alle tradizioni del territorio che ne compongono le peculiarità.Il nostro è un progetto alternativo che si andrà ad arricchire col tempo. Oggi nasce così ma daremo spazio alla cronaca e allo sport man mano che il giornale andrà a crescere per coinvolgere sempre più lettori.

Con la parola d’ordine che deve essere sempre la stessa: rispetto.Chi scrive ha preso degli impegni sociali. Uno di questi è la firma del manifesto di Venezia sul linguaggio riferito ai femminicidi e ai ruoli apicali ricoperti dalle donne.Per questo useremo il linguaggio di genere come specificato in un altro editoriale. Ogni categoria di notizie verrà illustrata nei prossimi giorni con un articolo apposito. Questo di oggi è solo il primo passo di un lavoro che verrà fatto giorno dopo giorno.Buona navigazione tutti voi. Siete voi i nostri editori e i nostri suggeritori. Ovviamente sempre controvento