Premio Città di Campobasso alla memoria di Gino Di Bartolomeo

Oggi, nel corso della seduta straordinaria del Consiglio comunale dedicata a San Giorgio Martire, Campobasso ha reso omaggio a una delle figure più rilevanti della sua storia politica e amministrativa: Gino Di Bartolomeo, sindaco della città dal 2009 al 2014, al quale è stato assegnato il Primo Premio Città di Campobasso alla memoria.

Una vita al servizio della città
Nato e cresciuto nel quartiere Cep, dove ha vissuto per tutta la vita, Di Bartolomeo ha dedicato decenni al servizio pubblico, iniziando il suo percorso politico con l’elezione a consigliere comunale nel 1970. Una carriera lunga e significativa che lo ha portato a ricoprire ruoli di prestigio, tra cui quello di presidente della Giunta regionale e senatore della Repubblica.
Un sindaco concreto, vicino alla gente
Figura carismatica, diretta e spesso sopra le righe, ma sempre efficace e sincera, Di Bartolomeo ha lasciato un segno indelebile in città, distinguendosi per una politica pragmatica, lontana da formalismi e vicina ai cittadini.
Memorabili le sue “uscite”, talvolta colorite ma sempre incisive, frutto di una personalità autentica e di una leadership illuminata, capace di unire decisione e calore umano.

San Giorgio e il legame con la tradizione
Il suo attaccamento alla città si manifestava anche nei gesti simbolici, come quello di trasferire la statua di San Giorgio dall’androne del Municipio alla piazza, rendendola visibile e accessibile a tutti. Un gesto che riflette la sua idea di Campobasso come comunità forte, fondata sulla propria storia e sulle proprie radici.
Un’eredità che vive nel cuore di Campobasso
Il riconoscimento conferito oggi non è solo un premio, ma un tributo alla memoria di un uomo che ha fatto della politica un servizio per la collettività. In aula, le più alte cariche istituzionali hanno condiviso il ricordo di Di Bartolomeo, testimoniando il segno indelebile lasciato nella storia della città. Il sentimento di commozione era palpabile, con consiglieri e cittadini visibilmente emozionati, a dimostrazione del legame profondo che “Big Gino” ha saputo costruire con la sua gente.
Oggi Campobasso lo celebra e lo ricorda con gratitudine e affetto, consapevole che il suo operato ha contribuito a modellare il presente e gettare le basi per il futuro.


